Falconara (Ancona), 18 luglio 2021 - "Avevamo paura di morire", urla un bagnino dalla spiaggia una volta passata la tempesta. Un vortice in mare. Con la pioggia ad alimentarne la forza e il vento teso a sospingerla all’interno della scogliera e fino alla riva. Il risultato è stato il peggiore possibile: si è schiantata in maniera impetuosa sulla spiaggia, radendo letteralmente al suolo due stabilimenti.

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Ha seminato panico e distruzione la tromba d’aria marina che si è abbattuta ieri alle 13,08 sulla costa di Falconara. In venti secondi, prima di dissolversi, il vortice ha travolto tutto quello che aveva davanti, lasciando al termine dell’impressionante fenomeno meteorologico uno scenario di devastazione. Che ha portato i presenti a rivivere quelle scene drammatiche di due estati fa, sempre in luglio, a Numana. Stavolta la tromba d’aria si è formata e "spostata" ben più a nord. Erano due, per l’esattezza. Una tra Palombina Nuova e Collemarino, che tuttavia non ha prodotto danni. L’altra, quella falconarese, ne ha fatti eccome. E pure tanti. Il ciclone, stando alle testimonianze di chi l’ha visto da vicino, si è formato a largo, per poi prendere consistenza ed avvicinarsi sempre di più e in maniera minacciosa.

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Una volta superata la barriera protettiva dei massi non ha trovato ostacoli e, sostenuto da vento e pioggia copiosa, si è inserito sulla battigia, esattamente a metà tra il Picchio Beach e Mare Forza 9. Il primo oggetto centrato è stata la torretta di salvataggio, praticamente piegata su sé stessa. Poi il moscone rosso dei bagnini, che è stato trascinato per almeno 30 metri verso lo stabilimento.

Nel mentre ombrelloni e lettini saltavano come birilli. Diversi sono arrivati a superare le mura delle ferrovia, raggiungendo la Flaminia e, in alcuni casi, anche la limitrofa via Bixio. La tromba d’aria, dopo aver distrutto l’ex "Marcello e Valter", si è spostata più verso sud, centrando in pieno il Siesta. Anche lì gli arredi sono volati via: meno rispetto allo stabilimento flagellato in precedenza. Ma nettamente più dal punto di vista delle strutture: cancellati almeno quattro gazebo e scoperchiata la tettoia del bar, come fosse di carta.

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Una rapida sequenza che si è sviluppata in meno di un minuto. Qualcuno dice addirittura in neanche 30 secondi. Ma sufficienti per demolire una concessione e mezzo. Per fortuna non i capanni, dove le poche persone in spiaggia sono riuscite a ripararsi vedendo arrivare il pandemonio dall’acqua.

Da Mare Forza 9 sono stati spazzati via almeno 100 ombrelloni e altrettanti lettini. Una sessantina invece al Siesta, ma molte meno sdraio perché erano richiuse. Nella devastazione più totale, un’unica nota lieta: nessun ferito. Ma danni ingenti: si stimano quasi 100mila euro tra i due stabilimenti. Ci sarà tempo per quantificare con certezza quanto andato in fumo, attrezzature e arredi, distrutti da una tromba d’aria marina "mai vista prima così forte da queste parti".