Antonio Ciucani, facente funzioni dirigente del Pronto soccorso di Fermo
Antonio Ciucani, facente funzioni dirigente del Pronto soccorso di Fermo

Ascoli Piceno, 23 novembre 2020 - Paragona la prima ondata di Covid 19 alla violenza di uno tsunami e la seconda ad un temporale durante il quale l’acqua continua a salire. E’ il pensiero di Antonio Ciucani, facente funzioni dirigente del Pronto soccorso di Fermo che ha ritenuto giusto racchiudere in un libro testimonianza (con dati statistici) l’esperienza di un’emergenza umana e sanitaria senza precedenti.

Bollettino Covid 23 novembre: cala l'indice dei contagi nelle Marche

"Medici al fronte" è il titolo del su libro, edito da Zefiro. Perché è nato?
"Per non dimenticare e lasciare alla storia della provincia di Fermo, una testimonianza vissuta in prima persona, da medici, infermieri ed oss. E per rendere omaggio a chiunque abbia condiviso questo periodo epocale, facendo fronte ognuno con le proprie forze in nome di una causa comune".
Perché siamo passati dallo tsunami della prima fase, al temporale della seconda?
"La seconda ce l’aspettavamo. E’ come un temporale annunciato da un cielo plumbeo e che continua ad essere intenso".
Quali sono le differenze che sta riscontrando tra le due fasi?
"L’età media dei malati Covid che nella prima era ferma agli over 80 mentre oggi è scesa notevolmente. Solo pochi giorni fa infatti, è stato ricoverato un 34enne. Prima le persone erano più spaventate dal Covid, oggi è come se stessero imparando a convivere con la malattia"
Da cosa lo desume?
"Dai dati. Nella prima fase c’è stato un crollo del 70% circa degli accessi no Covid al pronto soccorso, tanto che ad aprile è stato registrato il minimo storico di 19 accessi in 24 ore. Le persone non si rivolgevano al pronto soccorso per timore del contagio. Oggi siamo tornati ad una media di 70 accessi giornalieri". Nel suo libro ringrazia per la massiccia dimostrazione di solidarietà espressa ai medici a tutti i livelli. E’ così anche oggi?
"No. Questo è un altro fattore a dimostrazione della risposta della coscienza sociale collettiva al Covid, che per quanto assurdo, non è più una novità".
Quanto è nociva questa concezione secondo lei?
"Molto, perché cala il livello di attenzione personale e reciproca tutela. Se da una parte è vero che oggi i medici conoscono un po’ di più la malattia, dall’altra il Covid continua a colpire ed uccidere e il sistema sanitario soffre e chiede la responsabilità di tutti".
Un’emergenza sanitaria legata a mancanza di personale che si trascina da mesi. Cosa ne pensa?
"Sono soddisfatto ed orgoglioso del modo in cui si sta facendo fronte alla situazione. Paghiamo la mancata lungimiranza nella programmazione del fabbisogno di personale medico, frutto amaro di scelte politiche nazionali del passato. Richiamare all’attività medici in pensione e neolaureati è quindi la soluzione obbligata per fronte all’emergenza".
Il suo reparto è stato potenziato?
"L’azienda ha fatto di tutto per sanare le criticità ma restiamo sotto organico"
Come si esce vincenti dal Covid?
"Salvando vite e onorando le persone morte, facendo di questo tempo una nuova coscienza politica, sociale e culturale"
Il Covid ha cambiato Antonio Ciucani come uomo e medico?
"Ho pianto, ho avuto paura di non rivedere la mia famiglia e di non essere in grado di essere un bravo medico. Nessuno può sapere quanto durerà ancora, ma ogni sera mi dico ’oggi è un giorno in meno di pandemia’. Si esce cambiati secondo lei?".

















Il bollettino Covid Marche 

Se da una parte il presidente Acquaroli si affida all'indice Rt per sperare in un ritorno delle Marche in zona gialla, dall'altra il bollettino Covid di oggi, 22 novembre, registra un aumento dei contagi. Infatti, sono 529 i nuovi positivi (contro i 452 di ieri) a fronte, tuttavia, di 1.793 tamponi processati (ieri 1.567). Stabile, quindi, il rapporto tra casi e test: 29,5%, che ieri si era attestato al 29,6%. Un altra buona notizia per le Marche che sperano ardentemente di tornare in zona gialla, viene dal fronte degli ospedali che resta stabile: i pazienti ricoverati nei reparti covid sono 630 (lo stesso numero di ieri), e 52 (-11) nei pronto soccorso. Sono diventati 88 coloro che sono assistiti nelle terapie intensive, 2 più di ieri.

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