Terremoto Marche 2016, le macerie di Arquata (foto LaBolognese)
Terremoto Marche 2016, le macerie di Arquata (foto LaBolognese)

Ascoli Piceno, 24 agosto 2019 - Oggi è il terzo anniversario del terremoto che ha sconvolto il centro Italia: una sequenza lunghissima che ha messo in ginocchio le aree interne di Marche, Lazio e Abruzzo. I numeri dell'emergenza e della ricostruzione sono impressionanti: abbiamo cercato di mettere insieme i più significativi.

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Le scosse. La sequenza sismica che per mesi ha squassato il centro Italia è iniziata alle 3,36 del 24 agosto 2016, con una scossa di magnitudo 6 che ha avuto l'epicentro tra Accumoli e Arquata. Quella notte sono morte 51 persone nell'Ascolano e 299 in tutta l'area colpita. Poi ci sono state le repliche del 26 e 30 ottobre, quest'ultima di magnitudo 6.5, che hanno coinvolto anche il Maceratese. Infine, l'altra scossa forte è stata quella del 18 gennaio 2017, di magnitudo 5.1. In totale, la sequenza sismica ha contato 65.500 repliche, di cui 3.500 di magnitudo superiore a 2.5 e otto con magnitudo superiore a 5.

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Il cratere. Sono stati 85 i Comuni ricompresi all'interno di quello che è stato definito 'cratere sismico', anche se i Comuni delle Marche che hanno avuto anche un solo danno dal sisma sono stati ben 163. Dopo la scossa di agosto, i Comuni del Piceno ricompresi nel cratere erano Arquata, Acquasanta, Montegallo, Montemonaco, Comunanza, Cossignano, Force, Montalto, Montedinove, Palmiano, Roccafluvione, Rotella e Venarotta. Dopo le scosse di ottobre sono stati inseriti Ascoli, Appignano, Castel di Lama, Castignano, Castorano, Colli del Tronto, Folignano, Maltignano e Offida. Quindi alla fine sono stati 22 su 33 i Comuni che sono stati inseriti nel cratere, a dimostrazione della forza con cui il terremoto ha colpito nella provincia più a sud delle Marche.

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L'emergenza. La prima emergenza da affrontare è stata quella della casa: tantissimi avevano perso la loro abitazione è così la scelta è stata quella delle Sae, soluzioni abitative d'emergenza. Le 'casette' che tanti problemi hanno avuto a reggere il clima montano e che sono state disponibili con tempi piuttosto lunghi, mentre nel frattempo gli sfollati venivano ospitati negli alberghi della costa. Il Comune con il maggior numero di aree Sae è Arquata (video): tra Borgo 1, 2 e 3 se ne contano 96, a cui si sommano le 26 di Pretare, le 16 di Piedilama, le 14 di Faete, le 33 di Spelonga e le 26 di Pescara. Montegallo ha avuto 34 casette tra Uscerno (5) e Balzo (29), mentre ad Acquasanta ne sono state sistemate 6 ad Arli, oltre alle 7 di Force.

La ricostruzione. Nel mare di ordinanze relative al post sisma, quattro fanno riferimento alla ricostruzione di case ed edifici produttivi: sono la numero 4 del 2016 per i danni lievi, la 9 e la 13 per la delocalizzazione e la ricostruzione di attività e immobili produttive, la 9 per i danni gravi. I numeri dell'Ufficio ricostruzione non sono confortanti né per la quantità di pratiche presentate né per quelle andate a buon fine: se si considera che in tutta la regione ci sono stati oltre 49mila edifici inagibili, appare subito chiaro come le 2.442 pratiche presentate all'Usr di Ascoli e Fermo siano troppo poche, sempre ragionando in percentuale, di quello che dovrebbero essere. Se poi si considera che solo 879, pari a poco più di un terzo del totale, sono arrivate a contributo, allora appare chiaro come il processo di ricostruzione sia ancora molto lontano dalla sua piena operatività.