Michele Merlo con il padre
Michele Merlo con il padre

Bologna, 7 dicembre 2021 - Sei mesi (ieri, ndr) sono trascorsi. Oltre 180 giorni da quel maledetto 6 giugno quando all’ospedale Maggiore moriva il cantautore Michele Merlo, 28 anni, ex concorrente di Amici e X Factor. "Oggi? – dice sussurrando Domenico, papà di Mike Bird, nome d’arte del ragazzo – E’ una bruttissima giornata. Peggiore di tutte le altre".

Michele Merlo, quella foto choc nella mail ai medici

La foto choc della gamba con del 28enne con l’enorme ematoma che inviò ai medici

AGGIORNAMENTO / Michele Merlo morte, primi indagati. "È omicidio colposo"

Scrive sui social: ’Sei mesi che questo paese me l’ha ucciso ’. Domenico, come stanno le cose oggi?
"L’inchiesta di Bologna è stata trasferita a Vicenza. Per me un colpo al cuore. Da ex ufficiale di polizia giudiziaria (l’uomo è un ex carabiniere), mi domando per quale motivo?".

Michele Merlo con la mamma
E la risposta qual è?
"Mi aspettavo che la Procura di Bologna andasse avanti, che i Nas accertassero eventuali responsabilità di quei sanitari che hanno visitato Michele. Oggi mi si dice che una volta arrivato all’ospedale di Vergato tutto era già compromesso. Bene, allora perché un dirigente medico del decimo piano del Maggiore, davanti al sottoscritto e a tutti i miei parenti, chiese scusa a nome suo e di tutta la categoria? Di cosa si scusò se non è venne sbagliato niente? Io e la mia famiglia non cerchiamo vendette, nemmeno soldi, ma la verità sì. Se qualcuno ha sbagliato dovrà pagare e noi andremo fino in fondo".
Il 26 maggio Michele stava già male e si presentò all’ospedale di Cittadella, poi dal suo medico di base a Rosà. Possibile che nessuno si rese conto di quello strano, enorme, ematoma alla gamba?
"L’arto era interamente nero. Dopo tre ore di triage a Cittadella, dove rimase in attesa, andò via. Da casa spedì una mail allo studio del nostro medico di famiglia, gli venne risposto che non doveva inviare foto. Così si presentò di persona, gli fecero un massaggio e gli ordinarono alcuni farmaci".



Michele Merlo, la foto choc delle ecchimosi mandata ai medici
Il 2 giugno, poi, l’accesso al Pronto soccorso di Vergato, la diagnosi di faringite e la successiva audit dove l’Ausl scrisse che si sarebbero "evidenziate alcune criticità sotto il profilo organizzativo" al nosocomio, "ma non di particolare gravità".
"Gli venne prescritto un antibiotico, il giorno dopo il crollo. Ma nonostante le sue condizioni ci fu un sanitario del 118 che diede a Michele del tossicodipendente. Tutto questo davanti alla fidanzata. Devono smetterla di sporcare l’immagine di mio figlio. Gli hanno dato del drogato, del malinconico, del depresso. Vogliamo sapere che fine ha fatto quel medico del 118 messo in ferie forzate per alcuni giorni dopo la morte di Mike. Vogliamo la verità su quanto è accaduto a Cittadella, a Rosà, a Bologna".
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Per i periti della procura se Michele fosse stato sottoposto a esami del sangue, sarebbero emersi i segnali di una emopatia acuta (la morte sopraggiunse per ischemia celebrale provocata da una leucemia fulminante, ndr ) che avrebbe portato al ricovero e ad una probabilità di sopravvivenza tra il 79 e l’87%.
"Michele si poteva e si doveva salvare, questo dicono gli atti. Invece è stato rimbalzato da un posto all’altro quando bastava un emocromo per capirne il problema. E’ tutto un sistema sanitario che è sbagliato, questo va condannato".
Dal giorno della tragedia continuate a ricevere da tutta Italia enorme solidarietà. Questo vi fa andare avanti?
"Non c’è giorno in cui non arrivano lettere, pacchi, telefonate. Ieri ragazzi hanno organizzato un sit-in davanti al cimitero di Rosà e al Comune per chiedere giustizia per Michele. Sì, sono loro la nostra forza".
Domenico, che ragazzo era suo figlio?
"Una forza della natura. Un bravo ragazzo con la testa sulle spalle, un artista a tutto tondo e se qualcuno aveva bisogno lui c’era. Di giorno e di notte, sempre. Ce l’hanno ammazzato e nessuno ce lo ridarà mai".
Il suo nome ora è legato anche a un’Associazione...
"Si chiama Romantico ribelle e ha come simbolo una farfalla. Servirà a portare avanti la sua arte, la sua dolcezza, la sua educazione e umanità. Per sempre".