PIER LUIGI TROMBETTA
Cronaca

La tragedia dei due volontari: dopo una visita medica trovano la morte contro un tir

Dramma a San Giovanni in Persiceto (Bologna). Distrutto il furgoncino della Pubblica assistenza La coppia di amici era quasi arrivata alla sede. Le ipotesi: malore alla guida o un guasto

Incidente a San Giovanni in Persiceto, nei tondi le vittima Silvano Mantovani e Giorgio Papi
Incidente a San Giovanni in Persiceto, nei tondi le vittima Silvano Mantovani e Giorgio Papi

San Giovanni in Persiceto (Bologna), 6 settembre 2023 – L’ultimo viaggio sul Fiat Doblò della Pubblica assistenza di San Matteo della Decima. Ieri mattina intorno alle 10,30, in via Cento a San Giovanni in Persiceto (Bologna), il pulmino dell’associazione di volontariato si è scontrato frontalmente contro un tir.

Il bilancio è di due morti e di un ferito di media gravità. Le vittime sono Silvano Mantovani, 77 anni e Giorgio Papi, 78 anni, entrambi di San Matteo della Decima.

Mantovani, che era volontario del ‘Centro assistenza - pubblica assistenza’ di Decima, alla guida di un pulmino dell’associazione, aveva accompagnato Papi, tra l’altro suo amico, ad una visita medica all’ospedale Maggiore di Bologna.

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I due stavano rientrando a Decima e ad un chilometro dall’arrivo, stando a quanto si è potuto apprendere, il Fiat Doblò si è scontrato frontalmente contro un camion che procedeva dalla direzione opposta.

Mantovani sarebbe morto sul colpo mentre Papi, che nell’impatto era rimasto gravemente ferito, non ce l’ha fatta ed è morto poco dopo.

Il camionista, invece, 45 anni, è stato portato all’ospedale Maggiore in ambulanza in condizioni di media gravità. Sul posto sono prontamente arrivate le ambulanze del 118, la polizia locale di Persiceto e i vigili del fuoco. Gli agenti della Locale hanno dovuto chiudere al traffico parzialmente via Cento, effettuato i rilevi di rito e informato il magistrato di turno.

Da una prima ricostruzione dell’accaduto sembra che il Doblò, che procedeva in direzione di San Matteo della Decima, ad un certo momento sia sbandato prima urtando contro il guard rail e poi sia finito contro il mezzo pesante che non ha potuto fare nulla per evitare il tremendo impatto. La sbandata del Doblò potrebbe essere stata causata da un malore del conducente o da un guasto meccanico.

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Tuttavia l’esatta dinamica dell’incidente è al vaglio della polizia locale che ha raccolto anche testimonianze. L’incidente ha causato gravi disagi alla circolazione stradale, dato che via Cento è sempre molto trafficata e si sono formate lunghe code. La strada è stata riaperta al traffico intorno alle 13,30.

La Pubblica assistenza di San Matteo si occupa prevalentemente di trasposti sociali per persone con disabilità, o più semplicemente per persone che hanno difficoltà a raggiungere ospedali, cliniche o qualsiasi altro luogo di cura.

L’associazione è nata una ventina di anni fa, attualmente dispone di cinque mezzi e mediamente effettua circa 1500 servizi all’anno.

"Silvano – dice profondamente rattristato Franco Vignocchi, presidente della Pubblica – era un ex funzionario della Coldiretti e faceva volontariato da noi da una quindicina di anni. Era sposato e aveva due figli. Mentre Giorgio, che è stato infermiere specializzato nell’ospedale di Crevalcore, viveva da solo. Silvano cantava nel coro della chiesa parrocchiale e faceva parte del consiglio pastorale. E in parrocchia era molto attivo così come nella nostra associazione. Per noi seguiva anche le pratiche amministrative".

"Silvano e Giorgio – continua il presidente – che non nasconde la sua emozione ricordando il volontario – sono morti a neanche un chilometro di distanza dalla nostra sede. Ieri sera (l’altro ieri sera, ndr ) Silvano e Giorgio, che erano molto amici, si sono messi d’accordo per il trasporto. Giorgio doveva andare a fare una visita e così è stato. Poi al ritorno, a poca distanza dalla nostra sede il terribile incidente. Tutti noi dell’associazione siamo rimasti allibiti. Senza parole. Anche perché in tanti anni di attività mai prima si era verificato un fatto di una gravità del genere. Siamo rimasti sbigottiti e la prima reazione è stata quella di voler chiudere il nostro Centro assistenza. Poi è subentrato il ripensamento. Perché siamo convinti che a Silvano non sarebbe piaciuto affatto sapere della chiusura della Pubblica assistenza, associazione a cui tanto teneva".