Una sfilata Les Copains
Una sfilata Les Copains

Bologna, 12 luglio 2019 - Per ora ci sono una lettera d’intenti e una data, il 22 luglio, che potrebbe essere quella del closing dell’operazione. Ma i nodi da sciogliere, a partire da quello occupazionale, non mancano. Però per Les Copains, storico nome della maglieria di proprietà del gruppo Bvm, sembra esserci la luce in fondo al tunnel.

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Dopo settimane in cui si parlava dell’interessamento di un imprenditore bolognese ieri è arrivata l’ufficialità: il nome è quello di Alberto Zambelli, proprietario della Bruno’s di San Matteo della Decima, frazione di San Giovanni in Persiceto, che vorrebbe rilevare l’azienda costituendo una newco. La sua impresa, che lavora in conto terzi e con il proprio marchio Heritage, conta 50 dipendenti nello stabilimento e 35 in vari negozi. E ha, alle spalle, una lunga frequentazione proprio con l’azienda di via Larga: "Siamo conoscenti e fornitori di Bvm da 40 anni – raccconta Zambelli –. Il rapporto non si è mai interrotto, con conoscenza personale del cavalier Mario Bandiera e stima reciproca".

Per ora, però, tutti aspettano a dare l’affare per concluso, perché i temi da risolvere sono tanti. A partire dal futuro occupazionale: attualmente le dipendenti di Les Copains sono un’ottantina ed è difficile che tutte restino in azienda, come ammette lo stesso imprenditore.Città Metropolitana e sindacati stanno lavorando per tentare di salvaguardare il più possibile le lavoratrici impiegate a Bologna, ma le trattative andranno avanti ancora. E Palazzo Malvezzi ha fatto sapere in una nota che ci sarà "un nuovo incontro del tavolo, anche alla presenza dell’imprenditore che ha formalizzato l’interesse, per la illustrazione delle linee del piano industriale e le conseguenti implicazioni sul piano occupazionale".

Intanto, però, c’è qualche segnale di ottimismo: "L’acquirente è bolognese e conosce il settore in cui va a operare, quindi risponde ai requisiti che avevamo chiesto – spiega l’assessore al lavoro Marco Lombardo –. Ora non ci si può fermare, per non saltare la collezione. Serve un piano industriale concordato. L’azienda ci ha assicurato che non ci saranno azioni unilaterali". Soddisfatta anche Teresa Ruffo della Filctem Cgil: "Rispetto agli scenari che temevamo, abbiamo una lettera che apre delle nuove possibilità sul fatto che l’impresa abbia una continuità sul territorio e un futuro occupazionale. Certo, ci sono ancora delle incognite. Non va tutto bene, ma è un passo avanti".