BolognaBologna: “Aiutami, sono messo male”. La storia di Angelo Rizzi, un’elemosina lunga 30 anni

Bologna: “Aiutami, sono messo male”. La storia di Angelo Rizzi, un’elemosina lunga 30 anni

Il noto frequentatore del centro è il protagonista della nuova puntata del podcast ‘Il Resto di Bologna’. Sfatata la leggenda metropolitana: "Non ho appartamenti in via Santo Stefano. E quanti amici in Pakistan"

Angelo Rizzi, il suo ‘Aiutami, sono messo male’ è ormai un tormentone
Angelo Rizzi, il suo ‘Aiutami, sono messo male’ è ormai un tormentone

Bologna, 24 gennaio 2023 – “Sfatiamo la leggenda metropolitana: non possiedo una serie di appartamenti in via Santo Stefano. Ho una casa di proprietà a Calderara, la comprai a un prezzo bassissimo al Bologna 2 dal quale poi mi sono trasferito. Dove prendevo i soldi e qual è tuttora la mia unica fonte di sostentamento? L’elemosina per strada. E sono felice". Il suo mantra ‘Aiutami signore, sono messo male’ è famoso quasi come Beppe Maniglia e non meno di altri totem della cultura popolare recente della città. Al secolo Angelo Rizzi da Novara, arrivato a Bologna a ridosso del 1977 e poi mai più andato via. Laureato con Grandi ed Eco, poi Rizzi ha fatto della sua vita un’alternativa al lavoro. Come ha scritto Danilo Masotti, il papà degli Umarells, "Angelo Rizzi è l’unico vero alternativo che ho conosciuto".

Chiede l’elemosina da oltre trent’anni, sempre con la solita frase, ed è diventato anche un emoticon sui cellulari. Amato e odiato, dipende dalla predisposizione, lui non si scompone e anzi, vuole bene a tutti. "Incontro tanta gente arrabbiata, mi dicono: ‘Ma sei sempre qui?’. Io però non ho mai provato vergogna e sono felice del mio rapporto con i bolognesi".

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Angelo Rizzi, nella puntata del podcast ‘Il Resto di Bologna’ che è online oggi sul nostro sito e su tutte le piattaforme web legate al Carlino , parla di ieri e di oggi come se fossero una cosa sola. O quasi. "Una volta chiedevo 100 lire, sottolineando che fossi disoccupato – racconta ancora –. Sa cosa mi rispondevano? Che erano disoccupati anche loro, quindi niente, non mi davano nulla. Sono stato recentemente dai miei amici in Pakistan, un’esperienza bellissima, è lì le persone sono più felici rispetto all’Italia. Io? Non c’è stata ancora una mattina in cui mi sono detto: basta, non chiedo più l’elemosina‘. Sono felice così". Poi il volontariato, che Angelo a Calderara continua a praticare a beneficio proprio della comunità pakistana. "Ho tanti appuntamenti insieme a loro". E sui progetti futuri non si sbilancia. "Mi hanno parlato di negozi, qualche voce gira su di me, ma visto il periodo credo che sia assolutamente sconveniente prendersi un’attività ora – conclude Rizzi –. Cosa continuerò a fare? A stare tra la gente, come sempre". E se si arrabbieranno, sarà felice lo stesso.