Arte e caffè nella chiesa sconsacrata: "Un tour tra bellezza e aperitivi"

Nel locale (privati) di via Isei si possono trovare quadri di Sughi, ceramiche e tappeti

Il Do ut des. Art & Coffee nella chiesa sconsacrata di Cesena

Il Do ut des. Art & Coffee nella chiesa sconsacrata di Cesena

Un totem ai piedi dell’antico portone d’ingresso, al numero 30 di via Isei, invita il visitatore ad entrare. C’è scritto "Do ut des. Art & Coffee". Un compromesso tra latino e inglese: breve sosta nella bellezza dell’arte? L’ipotesi è giusta.

Ma chi dà e chi riceve? "Qui, dalle 9 alle 22 – spiega il 24enne Amos Parrella -, si può liberamente accedere ai locali, guardare i quadri alle pareti, accomodarsi ad un tavolino su cui poggia una lampada liberty, gustare un tè, un aperitivo come al bar e quel tavolino o quella lampada decidere di acquistarli, oppure no. Si sarà comunque goduto del bello degli ambienti e delle opere d’arte in esso contenute". Il luogo in questione, di proprietà privata, non è una caffetteria, né una sala esposizioni, ma una chiesa ottocentesca che si sviluppa su 160 metri quadrati (con i locali della sacrestia), sconsacrata al culto, che era annessa al monastero delle suore benedettine di clausura, in tempi recenti trasferitesi nel Monastero di via Celincordia. Varcata la soglia si accede subito al corpo principale, con l’altare, sovrastato da angeli in coro, delimitato da un transetto in marmo. L’azzurro cielo alle pareti trasporta subito in un’atmosfera suggestiva che sa coniugare specchiere settecentesche con quadri di Sughi, Cappelli, Caldari; antichi canterani e modernariato di design. E, ancora, ceramiche artistiche, vetri Lalique e Baccarat, statue, tappeti persiani, divani seicenteschi.

L’ambientazione si deve a Gerry Parrella (che ha affidato al figlio Amos il ruolo di guida accogliente) che ha portato in esposizione dal suo negozio ’ArteVintage Shop’ di corso Sozzi, il bello frutto del suo lavoro di mercante d’arte. Tra antichità e avanguardia il locale può accogliere eventi per un pubblico numericamente contenuto, così come avvenuto per degustazioni di cibi esotici abbinati a cocktail, presentazioni di profumi, borse artigianali, dimostrazione di live body painting. "Città internazionali quali Milano, Parigi o New York – commenta Gerry Parrella – insegnano che arte e bellezza sono aggreganti e possono trovare spazio anche in luoghi non convenzionali".