ANDREA ALESSANDRINI
Cronaca

Cesena, l’assenza di don Daniele. Autogestione in parrocchia

Col prete in convento dopo voci di una relazione con una donna, a Gattolino e Villachiaviche proseguono le attività pastorali e ricreative guidate dai laici

Il parroco Don Daniele Bosi si trova in un convento fuori regione per un periodo di riposo concordato con la diocesi

Il parroco Don Daniele Bosi si trova in un convento fuori regione per un periodo di riposo concordato con la diocesi

Cesena, 3 luglio 2024 – Per nulla paralizzata, anzi in piena funzione, è l’intensa attività pastorale estiva nelle parrocchie di Villachiaviche e Gattolino, con il parroco don Daniele Bosi in ritiro spirituale concordato con il vescovo Douglas Regattieri in un monastero fuori Regione.

Ma i parrochiani lo difendono

Sul sacerdote sono circolate voci su una presunta relazione con una donna. È scattata, appena verificatasi la lontananza del prete, una autogestione dei laici del tutto naturale, visto che i meccanismi sono perfettamente oliati grazie al fatto che uno dei tanti meriti riconosciuti a don Daniele Bosi, oltre alle grandi capacità di gestione dell’oratorio, è quello di aver coinvolto e responsabilizzato i laici prima a Villachiaviche, in cui è parroco da oltre dieci anni, e poi a Gattolino, parrocchia che gli è stata affidata due anni fa.

Ciò sta consentendo lo svolgimento dei centri estivi, delle iniziative varie, della preparazione della festa parrocchiale di Gattolino a settembre, che dura un’intera settimana, e permetterà anche lo svolgimento dell’esperienza ecclesiale e ricreativa più significativa dell’estate, il camposcuola nei pressi di Madonna di Campiglio, nella seconda metà di agosto, a cui parteciperanno oltre duecento iscritti tra bambini ei adulti. Le varie attività sono state organizzate da mesi, con i laici che hanno affiancato il sacerdote in una delle realtà con maggior seguito parrocchiale.

Per quanto concerne invece la celebrazione della liturgia nelle chiese di Villachiaviche e Gattolino con le messe domenicali, è stata presa in carico dai vicini frati francescani comboniani di San Giorgio, di origne congolese, che hanno da subito familiarizzato con la comunità.

Questi automatismi collaudati e il gioco di squadra nell’autogestione senza il parroco non significano ovviamente che la speranza dei parrocchiani non sia quella di rivedere don Daniele in canonica prima possibile e almeno alla guida del camposcuola fra un mese e mezzo.

Un altro dei meriti di don Bosi è di avere rilanciato gli oratori e le opere parrocchiali di Villachiaviche e Gattolino e creato una rete di responsabili che collaborano e sono molto legati al sacerdote, ma sono anche in grado di sopperire alla sua assenza, come si verifica in queste settimane dolorose, ma nelle quali le parrocchie non sono affatto in disarmo.