GILBERTO MOSCONI
Cronaca

Case Bruciate, la grande quercia non c’è più

Una frana del terreno l’ha fatta cadere e scivolare a valle verso il letto del fiume Savio dove ora riposa.

Case Bruciate,  la grande quercia  non c’è più

Case Bruciate, la grande quercia non c’è più

di Gilberto Mosconi

La grande quercia secolare di Case Bruciate, località di campagna a un paio di chilometri a sud di Bagno di Romagna, non c’è più. Infatti assieme ad altri alberi, l’ha fatta precipitare a terra, e conseguentemente scivolare giù nel vicino letto del fiume Savio, la dispettosità di una frana verificatasi alcuni giorni fa, causata dalle persistenti e consistenti piogge di maggio, che di danni, in specie per frane e smottamenti, ne hanno fatti tanti anche in Alto Savio. Una frana, quella di Case Bruciate, che ha coinvolto un terreno agricolo, situato ad est del tratto del corso del Savio che vien giu’ verso Bagno dal territorio di Verghereto. Un terreno che scende in forte pendenza verso il Savio, il fiume che, per dantesca memoria, "bagna il fianco" a Cesena, ma che purtroppo nei giorni scorsi non l’ha affatto accarezzata, ma ha seminato, nella furiosa esondazione fangosa lungo il suo percorso verso l’Adriatico, distruzione e morte.

Tornando alla grande quercia di Case Bruciate, si trattava di un bell’ esemplare di Roverella ’Quercus pubescens Willd’, alta 20 metri, con circonferenza del tronco di 380 centimetri, in stato sanitario buono. Ora giace inerme, e ovviamente irrecuperabile, nel letto del fiume Savio, non lontano dai colossali piloni che sorreggono le carreggiate della E45, tra località Le Gualchiere e Burò di Bagno di Romagna. Quella grande quercia-roverella era registrata fra gli alberi protetti dell’Emilia-Romagna, che svettano nel territorio comunale di Bagno di Romagna. Veniva pertanto seguita e curata, come da normativa sugli alberi monumentali. La roverella di Case Bruciate era anche un naturale richiamo per catturare almeno uno sguardo di compiacimento, verso la sua regale e imponente grandiosità e bellezza arborea, da parte dei camminatori che percorrono la SP137 Tiberina (Bagno-Verghereto). Ora la terra, che l’aveva fatta giganteggiare nel corso di tanti decenni fra altra vegetazione spontanea, le è franata sotto e l’ha divelta al suolo come un fuscello, anche se c’è chi dice che il suo peso sia intorno ai 150 quintali. Purtroppo, anche le profonde e consistenti radici della roverella di Case Bruciate non hanno resistito al persistente martellare sul terreno da parte delle abbondanti e copiose piogge di questo maggio iperpiovoso. Un maggio dominato più che mai da Giove Pluvio, che l’ha fatta scivolare, assieme a una gran massa di fango e fanghiglia, a "dormire" nel letto del Savio.