ELIDE GIORDANI
Cronaca

Recupero olfatto post covid: "Così aiutiamo i pazienti a Cesena"

Al Bufalini un ambulatorio Rinologico si occupa di recuperare le cellule olfattive dopo il virus con vere e proprie sedute di riabilitazione

Massimo Magnani

Cesena, 19 maggio 2021 - L’olfatto assente o diminuito. È uno dei segnali del Covid-19. Non il più grave, anche perché di solito si recupera, ma di certo il più estraniante, poiché senza odori spesso se ne va anche il gusto. Da qualche settimana chi dal Coronavirus ha avuto in eredità anche questo disagio può rivolgersi all’Ambulatorio Specialistico Rinologico dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Bufalini, diretta da Massimo Magnani.

Dottor Magnani, come si recupera l’olfatto? "Annusando gli odori forti, come le spezie, le erbe aromatiche e gli oli essenziali di eucalipto, limone, rosa e chiodi di garofano, lentamente chi è stato colpito da anosmia dovrebbe recuperare la percezione degli odori. Le cellule olfattive, in alcuni casi distrutte da un’infezione virale come il Covid o da altre affezioni come il raffreddore, sono le uniche che possono rigenerarsi. Sollecitarle permette loro di riabilitarsi alla funzione".

Come interviene l’ambulatorio? "C’è una fase che può essere condotta a casa, gli oli essenziali ad esempio possono essere sparsi su una carta assorbente e posti a più riprese sotto al naso, ma c’è una fase successiva in cui il paziente ha bisogno dell’assistenza di un esterno che lo aiuta a riconoscere gli odori ad occhi chiusi. È una vera e propria rieducazione con l’uso di alcuni stick, detti sniffin, impregnati di diversi odori che nella fase iniziale aiutano a capire la gravità del problema e poi a rieducare alla funzione. In ospedale si torna per fare i controlli".

È sempre necessario sottoporsi a questa rieducazione? "Queste pratiche accelerano la riconquista dell’olfatto, chi lo perde non sa se lo riacquisterà. Con il Covid di solito torna. Nei traumi cranici il rischio della perdita definitiva è alto. Immaginiamo quanto può essere pericoloso non sentire gli odori: una fuga di gas, l’odore di bruciato, sono campanelli d’allarme che non suonerebbero più".

E a gusto come ci si riabilita? "Purtroppo per il gusto ancora non c’è una riabilitazione".

Che altro si fa nell’Ambulatorio Rinologico? "Valutazione delle patologie nasali, dell’ostruzione respiratoria per deviazione del setto e ipertrofia dei turbinati nasali, da riniti e rinosinusiti croniche con e senza polipi. Si effettuano anche i controlli successivi agli interventi chirurgici sul naso e sui seni paranasali, agli interventi sulla base cranica eseguiti in collaborazione con la Neurochirurgia e agli interventi alle vie lacrimali eseguiti in collaborazione con l’Oculistica".

C’è qualche novità nelle cure? "Recentemente è entrata nel bagaglio terapeutico della poliposi nasale anche la possibilità di utilizzare gli anticorpi monoclonali, così come già avviene per pazienti affetti da asma grave o dermatite atopica. Si tratta di farmaci biologici che possono essere prescritti solo dallo specialista e indicati a pazienti che presentano alcune e ben definite caratteristiche".

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