Civitanova (Macerata), 1 luglio 2021 - Da ieri, il Covid Hospital di Civitanova è vuoto. Verso le 12.30, l’ultimo paziente – un uomo di 76 anni di San Benedetto – è stato trasferito nell’ospedale del Piceno. L’autista alla guida dell’ambulanza indossava una maglietta nella cui parte posteriore era scritto "The end": la fine, come nei film. Un altro dei pazienti, un uomo di Filottrano, è deceduto ieri mattina. Altri tre pazienti, invece, sono stati trasferiti alla Rsa di Campofilone e un altro, che si è negativizzato, nel reparto di pneumologia dell’ospedale di Macerata.

Chiude il Covid hospital di Civitanova Marche

"Adesso serviranno alcuni giorni per inventariare i beni e sanificare ogni cosa. Però, dopo tanto tempo, per fortuna non ci sono più pazienti", afferma la dottoressa Nadia Mosca, responsabile del Covid Hospital di Civitanova. "È un giorno di gioia, senza dubbio, ma non mancano la malinconia e la tristezza – prosegue –, perché in ogni caso finisce un’esperienza importante e decisiva. E bisogna riadattarsi e riorganizzare la propria vita".

Come è stata vissuta questa esperienza? "Sentivo poco fa un’infermiera parlare come di una sorta di magia, qualcosa di inaspettato e unico, drammatico, ma estremamente coinvolgente, sia da un punto di vista umano che professionale". Insomma, qualcosa che ha lasciato in tutti un segno profondo, che non potrà mai essere cancellato. In questo contesto, tutti gli operatori sanitari hanno vissuto una situazione inedita, che ha arricchito tutti. "C’è stato un grande lavoro di squadra nel senso pieno della parola, medici e infermieri specializzati in diverse discipline hanno interagito in modo straordinario, misurandosi con una realtà nuova, assistendo con tutte le proprie forze i pazienti. Al di là di altre considerazioni, sicuramente questa struttura ha richiesto una modalità operativa diversa dal solito", conclude la Mosca. Non a caso , a suggellare la chiusura, gli operatori dell’ultimo turno del Covid Hospital si sono riuniti tutti insieme per una foto di gruppo.

Molto soddisfatto Filippo Saltamartini, assessore regionale alla salute, che ha sottolineato come la chiusura sia stata decisa a seguito del buon andamento pandemico, ma anche per "liberare" le professionalità utilizzate, in particolare gli internisti e gli anestesisti, che sono tornate in attività nelle strutture ospedaliere dell’Area Vasta 3 (Macerata, Civitanova e Camerino). Con una precisazione importante. "La struttura d’emergenza – ha evidenziato Saltamartini – ha ultimato la sua funzione in questa fase pandemica decrescente, ma è pronta per essere ripristinata in caso di necessità". Aperta il 28 maggio e chiusa il 5 giugno del 2020, è stata riaperta il 26 ottobre.

Da allora a oggi ha ospitato 200 ricoverati in terapia intensiva e 540 in semi-intensiva, per un totale di 740 pazienti Covid. L’assessore ha anche fornito un quadro della situazione. Attualmente, nelle Marche, sono quattro le persone ricoverate nelle terapie intensive per Covid e tre in terapia semi-intensiva. Tredici, invece, i malati ricoverati nei reparti di malattie infettive di Marche Nord, Torrette e Fermo. L’assessore ha quindi lanciato un appello ai marchigiani. "Nonostante queste positive notizie – ha ribadito Saltamartini –, non si può abbassare la guardia sulla variante Delta e sulla necessità di sottoporsi a vaccinazione, poiché appare dimostrato che le varianti non hanno effetto sulle persone immunizzate". Saltamartini, infine, ricorda anche "la presa di posizione dell’Unione europea, che avrebbe disposto il riconoscimento del passaporto vaccinale nell’unione solo dopo 14 giorni dalla seconda dose, non validando la sola somministrazione, per la prima dose".

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