Luca Beltrami e Lorenzo Ignazi nello studio de 'I fatti vostri'
Luca Beltrami e Lorenzo Ignazi nello studio de 'I fatti vostri'

Civitanova Marche (Macerata), 21 marzo 2019 - A testa alta. Così si sono presentati nello studio televisivo di Rai Due, ieri mattina, Lorenzo Ignazi e Luca Beltrami, tra le vittime dell’aggressione avvenuta a Grottammare il 4 settembre 2017, nella quale furono coinvolti anche due loro amici, un ragazzo e una ragazza. Tra quelli che allora pestarono a sangue Ignazi, ci sarebbe stato anche Marouane Farah, il 34enne di origini marocchine che il 3 marzo, a Porto Recanati, è andato a schiantarsi contro l’auto su cui viaggiavano Gianluca Carotti ed Elisa Del Vicario, uccidendoli. In auto con la coppia c’erano anche i rispettivi figlioletti, che se la sono cavata. Farah è accusato di duplice omicidio stradale, mentre l’anno scorso era stato arrestato per spaccio.

E ieri, i due ragazzi di Fermo si sono presentati a «I fatti vostri», tramissione condotta da Giancarlo Magalli, e ci hanno messo la faccia. A Ignazi, 26 anni, quella notte, dopo un inseguimento in auto (Farah era alla guida della sua Audi A6, la stessa che ha causato l’incidente di Porto Recanati), hanno rotto due vertebre e il naso. «Mi hanno pure spaccato due bottiglie in testa e mi saltavano sul corpo». Un’aggressione che Franco Mondozzi, avvocato di Ignazi, definisce in stile «Arancia meccanica». Ignazi era stato ricoverato venti giorni a Torrette, dove era stato operato al volto. Dal cranio gli avevano estratto un pezzetto di ferro di un centimetro e mezzo. Aveva perso 15 chili. Ha trascorso l’ultimo anno e mezzo tra psicologi, fisioterapisti e osteopati. Non usciva più, la sera.

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«Ma ora non abbiamo più paura – spiega Ignazi –. La denuncia? La rifarei altre mille volte». L’altro amico, che era con loro la notte dell’aggressione, «è stato caricato in auto dai nordafricani e gli dicevano che l’avrebbero sciolto nell’acido». Lo racconta Beltrami, che assisteva alla scena, mentre Ignazi veniva massacrato. Indagano sull’episodio i carabinieri di San Benedetto. «A volte la legge è più lenta dei delinquenti», sottolinea Magalli. Se non fosse stato libero – questo in sintesi il pensiero emerso in trasmissione – non avrebbe ucciso quei genitori a Porto Recanati. Farah «guidava ubriaco e drogato, senza patente e senza assicurazione».

«Quanto capitato a Lorenzo e Luca è un fatto giovane, dal punto di vista giuridico – sottolinea Mondozzi –. Intanto, tre degli aggressori sarebbero stati identificati. È stato un episodio di una violenza inaudita. C’erano anche testimoni, tra cui l’autista di un furgoncino». Farah era già stato arrestato per spaccio ad aprile 2018, nell’ambito della maxi-operazione dei carabinieri a Montegranaro: da una perquisizione erano spuntati fuori 223 chili di hashish, nella proprietà di un italiano. In seguito alle indagini sul fatto, erano stati fermati tre marocchini, tra i quali, appunto, Farah e suo fratello. Erano stati presi dai militari nelle loro abitazioni di Monte San Giusto, uno con un chilo, l’altro con un etto di hashish. Il 34enne era stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, in caserma dei carabinieri, a Monte San Giusto.