Bollettino Coronavirus 5 giugno, 17 casi in Emilia Romagna (Foto Dire)
Bollettino Coronavirus 5 giugno, 17 casi in Emilia Romagna (Foto Dire)

Bologna, 5 giugno 2020 - Sono tutti asintomatici i 17 nuovi positivi registrati dal bollettino sul Coronavirus di oggi, 5 giugno, in Emilia Romagna. Sono stati individuati grazie allo screening regionale. Né febbre, né tosse, dunque, tantomeno ricoveri in ospedale. Buone notizie. Ad ogni modo, i contagi dall'inizio dell'epidemia salgono a 27.877 in regione.

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I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 5.436 Complessivamente, quindi, diventano 347.146. A questi si aggiungono 2.427 test sierologici. Purtroppo, ci sono 13 nuovi decessi: due uomini e undici donne. Ma alcuni di questi risalgono ai giorni scorsi.

Emilia Romagna, i contagi per provincia

Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.498 a Piacenza (+2), 3.547 a Parma (+7), 4.956 a Reggio Emilia (dato invariato), 3.924 a Modena (+2), 4.645 a Bologna (+1); 398 a Imola (+1); 998 a Ferrara (+1). I casi di positività in Romagna sono 4911 (+3),di cui 1.028 a Ravenna (dato invariato), 944 a Forlì (dato invariato),781 a Cesena (+1) e 2.158 a Rimini (+2).

Altre 13 vittime

Purtroppo, si registrano 13 nuovi decessi (alcuni dei quali relativi ai giorni scorsi, per i quali si attendeva l’esito rispetto alla causa di morte da Covid-19): due uomini e undici donne. Complessivamente, in Emilia Romagna i decessi sono arrivati a 4.167. Per quanto riguarda la provincia di residenza, 2 si sono avuti in quella di Piacenza, 2 in quella di Parma, 3 in quella di Reggio Emilia, 4 in quella di Bologna (nessuno nell’Imolese), 2 a Ferrara. Nessun decesso nelle province di Modena, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e da fuori regione.

I casi attivi scendono a 2.512

Le nuove guarigioni sono 180, per un totale di 21.198:  il 76% sul totale dei contagi dall’inizio dell’epidemia. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 2.512 (-176 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 2.193 (oltre l’87% di quelle malate), -126 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 38 (-11). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid, scesi a 281 (-39).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 21.198 (+180): 619 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 20.579 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Speranza inaugura l'hub di terapia intensiva

Dopo Rimini ieri, oggi è la volta dell’inaugurazione dei nuovi spazi di Bologna, Modena e Parma. È l’Hub regionale e nazionale per la Terapia intensiva, a disposizione dell’Emilia Romagna e dell’intero Paese: il progetto di Regione e Ministero della Salute, annunciato nemmeno due mesi fa, a metà aprile, è già realtà, grazie a un lavoro di squadra e a un investimento complessivo di 26 milioni di euro.

Articolato su 6 strutture ospedaliere e ospedaliero-universitarie del territorio - a Bologna, Modena, Parma e Rimini - rafforza il sistema sanitario regionale, pubblico e universalistico, aumentando la dotazione complessiva di 146 nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva: spazi utilizzabili da subito per curare pazienti in situazioni critiche che richiedano questo tipo di assistenza specialistica nell’ambito dell’attività ordinaria, e ai quali ricorrere per gestire un’eventuale nuova ondata epidemica di pazienti Covid, provenienti anche da altre regioni, o qualsiasi altra emergenza.

Con la concreta possibilità che possano ospitare parte dei pazienti ancora oggi ricoverati in terapia intensiva in reparti Covid di altri ospedali, permettendo a tali strutture di tornare appunto all’erogazione di servizi e prestazioni fornite prima dell’emergenza.

Una rete territoriale sviluppata all’interno dei nosocomi esistenti, che si integra in essi ed entra a pieno titolo negli spazi operativi della sanità emiliano-romagnola e italiana, dislocata all’Ospedale Infermi di Rimini (34 nuovi posti letto di terapia intensiva), al Policlinico Sant’Orsola (14) e all’Ospedale Maggiore di Bologna (34), al Policlinico di Modena (30) e all’Ospedale Civile di Baggiovara (18), sempre a Modena, e all’Ospedale Maggiore di Parma (14).

Vanno poi considerati i 45 posti letto di terapia intensiva creati nella provincia di Piacenza, una delle aree più colpite in Italia,durante la crisi da Coronavirus, che diventano strutturali all’interno della sanità regionale pubblica.

Dei 26 milioni investiti, 5 milioni sono fondi raccolti con la campagna regionale “Insieme si può”, che ha visto tantissimi cittadini, imprese, fondazioni, istituti bancari fare donazioni e per la quale si sono prestati numerosi testimonial fra giornalisti, attori, musicisti e cantanti, sportivi, ricercatori (è in corso di ultimazione la realizzazione del portale dedicato con la rendicontazione di tutte le risorse e del loro utilizzo).

È stato il ministro della Salute, Roberto Speranza, insieme al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, a visitare oggi alcuni dei punti dell’Hub delle Terapie intensive: la giornata è iniziata in mattinata all’Ospedale Maggiore di Bologna - presente anche la vicepresidente Elly Schlein - per proseguire all’Ospedale di Baggiovara e, nel primo pomeriggio, al Maggiore di Parma. A chiudere il programma, Piacenza, per recarsi al Pronto Soccorso e per l’incontro con il personale sanitario, per settimane, encomiabile, sempre in prima fila - come ha detto Bonaccini: "Siete stati l'orgoglio dell'Emilia-Romagna, non lasceremo solo questo territorio" - e infine in Comune. Con il ministro e il presidente della Regione, presenti nelle varie tappe anche l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, la vicesindaca Valentina Orioli a Bologna e i sindaci Gian Carlo Muzzarelli a Modena, Federico Pizzarotti a Parma e Patrizia Barbieri a Piacenza.

“Siamo al lavoro per rafforzare il servizio sanitario nazionale - afferma il ministro Speranza -. La lezione del Covid-19 ci dice che la difesa del diritto alla salute viene prima di tutto. Perciò va archiviata per sempre la stagione dei tagli e dobbiamo continuare ad investire come fatto negli ultimi mesi”.

“Quello che inauguriamo oggi è un progetto importante e innovativo, che in tempi rapidi vede l’Emilia-Romagna mettere a disposizione del proprio territorio e di tutto il Paese una struttura d’eccellenza, che rafforza la sanità regionale e quella nazionale - afferma il presidente Bonaccini -. Investire nella sanità pubblica e universalistica, che curi chiunque abbia bisogno senza alcuna distinzione, è la strada per ripartire e ricostruire, scegliendo una rete di servizi diffusa nei territori. Un impegno che abbiamo condiviso col Governo, che ringrazio per questo, dovuto anche ai tanti che non ci sono più a causa della pandemia, ai loro familiari e a chi ancora sta soffrendo”.

“Anche se i dati degli ultimi giorni relativi all’andamento dell’epidemia in Emilia Romagna ci confortano e fanno ben sperare, dobbiamo rimanere vigili e continuare nella nostra azione di contrasto al virus- ricorda l’assessore Donini-. Con l’inaugurazione di oggi, il quadro della Rete che potenzierà le cure intensive in regione, e che sarà al tempo stesso a servizio di tutto il Paese, è completato. Un traguardo, questo, che abbiamo raggiunto in tempi rapidi e con un grande sforzo collettivo; lo vorrei dedicare- aggiunge l’assessore- a tutti i professionisti della sanità che non sono mai venuti meno ai loro compiti, dedicandosi con abnegazione assoluta ai pazienti e lavorando in condizioni estremamente difficili. E anche a coloro che, nonostante tutti i tentativi fatti per salvarli, purtroppo ci hanno lasciato e che non dimenticheremo mai”.

Sanità, Bonaccini: "Faremo investimenti mai visti"

"C'è l'opportunità del più grande investimento in sanità dal dopoguerra. Noi ci faremo trovare pronti. Noi faremo investimenti mai visti sul territorio", assicura il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, inaugurando 34 posti di terapia intensiva dell'Ospedale Maggiore di Bologna, parte della rete Covid che dovrà servire ad affrontare la possibile recrudescenza in autunno del coronavirus.

"Spero si sia capita una cosa da questa vicenda, che senza sanità pubblica di territorio, e non solo ospedaliera, non si va da nessuna parte. Noi faremo il possibile", assicura il governatore, che ha accompagnato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella visita all'area critica. "Stiamo facendo investimenti importantissimi, che riguardano tutta la regione e Bologna in particolare. Credo sia necessario trovare il miglior equilibrio tra le necessità dell'immediato e la progettazione per il futuro", ha aggiunto Bonaccini rispondendo a una domanda dei cronisti sul trasferimento di posti letto dal Sant'Orsola ad altre strutture.