Ancona, 21 marzo 2020 - Sono trenta le vittime che la guera al Covid-19 lascia sul campo, in un giorno solo, nelle Marche. E il bilancio totale sale così a 183 decessi. Sedici di questi riguardano pazienti residente in provincia di Pesaro-Urbino. Nel Fermano le vittime salgono a 14, quattro quelle registrate dal Gores nella provincia di Ancona, e in quelle di Macerata.

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L'ulteriore giro di vite imposto dal Governo in particolare per gli spostamenti per cercare di il maggiore contenimento possibile del contagio da coronavirus è in pratica "lo stesso indirizzo" dato circa 24 ore dalla Regione Marche, che ha chiuso parchi e spiagge e limitato ulteriormente gli spostamenti delle persone. Lo dice il presidente della Regione Luca Ceriscioli. "È uguale a quello che abbiamo fatto noi" ribadisce.

Intanto, per il momento non sono in previste ulteriori restrizioni per zone specifiche, da trasformare in zone rosse. "Ma è chiaro - precisa - che tutto va monitorato giorno per giorno, tutto è in continua evoluzione, quello che escludiamo oggi, magari domani lo facciamo".

I contagi

Altri 172 positivi al coronavirus su un totale di 570 testati: un numero di molto inferiore rispetto ai  250 nuovi casi di ieri. Sono i dati comunicati dal Gores (Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie) dopo le analisi di laboratorio che si sono concluse nella notte. I contagi nelle Marche salgono così, in totale, a 2.153 (5.740 i tamponi effettuati).

La provincia più colpita è il Pesarese con 1.186 casi (87 in più di ieri); poi vengono Ancona con 564 (51 in più), Macerata con 238 (29 in più), Fermo con 82 (2 in più) e Ascoli Piceno con 50 (7 in più). Ad oggi sono 883 le persone ricoverate, di cui 141 in terapia intensiva e 120 in area post critica.

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“Oggi possiamo dare una buona notizia: nelle Marche ci sono i primi due guariti”. Lo ha annunciato il presidente Luca Ceriscioli, dopo aver ricevuto dal Gores la comunicazione ufficiale. La prima persona guarita è un anziano di Pesaro, di 88 anni, uno dei primi casi delle Marche, risultato positivo il 29 febbraio, ricoverato in rianimazione, poi trasferito in un reparto dedicato ai malati Covid e infine dimesso. La seconda persona guarita è una signora, anche lei di Pesaro, di 55 anni, anch’essa risultata positiva il 29 febbraio e da quella data in isolamento domiciliare.

Le indicazioni nazionali del Ministero della Salute e del Consiglio Superiore di Sanità stabiliscono che una persona è dichiarata guarita dopo la scomparsa dei sintomi e avendo eseguito due tamponi risultati negativi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Fino a ieri i dimessi erano 45, un numero destinato sicuramente a salire con il prossimo aggiornamento del Gores.

Intanto, salgono ancora le vittime, 17 solo nella giornata di ieri e 153 dall’inizio della crisi sanitaria. Nove invece i morti all’ospedale Marche Nord (che paga il prezzo più alto), dove ieri, oltre al fondatore di Radio Veronica Raniero Cecchini (66 anni) e al commerciante Sergio Durazzi (85), sono spirati Clelia Cecchettini (89 anni), Adele Casale (76), Mario Fraternale Cesaroni (86), Iris Gulini (99), Maurizio Zanca (89), Roberto Cantucci (75), Adriana Lapi (89). Il bollettino dei decessi segna dunque 115 persone scomparse per Coronavirus a Pesaro e Urbino, 23 ad Ancona, 7 rispettivamente a Macerata e Fermo, 1 ad Ascoli Piceno. In crescita anche i contagi - 116 in provincia nella sola giornata di ieri, un dato di poco inferiore ai 120 registrati lo scorso 14 marzo, considerata la giornata più nera dall’inizio dell’epidemia – e i pazienti gravissimi in terapia intensiva, 34 a Marche Nord e 6 ad Urbino.

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Una situazione sempre più preoccupante che ha spinto Luca Ceriscioli a scrivere al premier Giuseppe Conte per chiedere l’istituzione di una task-force di operatori sanitari, anche appartenenti all’esercito se necessario, a supporto delle strutture sanitarie regionali per attuare le misure necessarie al contenimento dell’emergenza. Mancano infatti 73 medici e 41 infermieri da inserire subito nel sistema ospedaliero per tenere testa al virus. Queste carenze sono in larga parte negli ospedali di Pesaro e Fano che sono nell’epicentro dell’epidemia.

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«Le ricordo che le Marche sono la regione più colpita da questa crisi, dopo la Lombardia e l’Emilia Romagna in rapporto al numero di abitanti, da questa crisi", ha detto Ceriscioli al premier, allegando una tabella molto esplicativa delle difficoltà in cui il nostro territorio si dibatte.