Bologna, 19 gennaio 2021 - Poco più di mille contagi da Coronavirus nelle ultime 24 ore: cala ancora il numero di nuovi positivi in Emilia Romagna mentre resta ancora alto il numero delle vittime in regione, 75. Il bollettino di oggi registra 1.034 nuovi positivi (ieri 1.153 casi), di cui 463 asintomatici, su un totale di 23.652 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore.  La percentuale dei nuovi positivi sul numero di test (antigenici e molecolari) fatti da ieri è del 4,3%. Nell'analisi periodica, in Emilia Romagna risultano in calo i contagi registrati in un intervallo di cinque giorni: dai 9.805 del periodo 6-10 gennaio, ai 7.988 dell’11-15 gennaio.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 232 (-6 rispetto a ieri), 2.520 quelli negli altri reparti Covid (-44).

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 257 nuovi casi; a seguire Modena e Rimini (150) e Reggio Emilia (107); poi Piacenza (77), Cesena (62), Parma e Ferrara (56), Ravenna e Forlì (50), quindi Imola (19).  

Covid e vitamina D: gli effetti sui pazienti in terapia intensiva

Oggi alle 15,30 in Emilia Romagna sono stati fatti 120.257 vaccini in totale. La Regione ricorda che "a causa dei tagli pari a circa il 50% delle dosi fornite questa settimana - decisa autonomamente da Pfizer-BioNtech – anche per i prossimi giorni  la priorità è data ai richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle CRA".

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Coronavirus Italia: dati e tabella delle regioni

Sono 10.497 i nuovi casi di Coronavirus e 603 i morti in 24 ore. E' quanto emerge dai dati forniti dal Ministero della Salute sulla diffusione del contagio. In totale dall'inizio dell'emergenza sono state contagiate 2.400.598 persone e ne sono morte 83.157.

Sono 21.428 i dimessi/guariti in 24 ore che portano il totale delle persone che dall'inizio dell'emergenza hanno superato il virus a 1.781.917. Sono 11.535 in meno gli attualmente positivi, ovvero le persone con covid-19 in carico al sistema sanitario nazionale. In totale a oggi in Italia sono 535.524 le persone positive al Sars Cov2. 

I guariti sono 21.428, mentre si registra un calo degli attualmente positivi di 11.535, determinando il numero complessivo di 535.424. Buone notizie sul fronte della pressione sugli ospedali, con un alleggerimento nei reparti ordinari di 185 pazienti (22.699 ricoverati); idem per le terapie intensive, con un decremento complessivo di 57 unità e che porta il numero totale a 2.487. Si registrano comunque 176 nuovi ingressi. In 510.338 si trovano in isolamento domiciliare. Per quanto riguarda il dato relativo alle singole regioni, la Sicilia si riconferma la regione con il maggiore numero di nuovi contagiati (1.641), a seguire il Lazio (1.100) ed Emilia Romagna (1.034).

Dati dalle regioni Coronavirus nelle Marche - Contagi in Veneto - I dati della pandemia in Toscana

Covid in Emilia Romagna: i grafici aggiornati sull'andamento della pandemia

Virus in Emilia Romagna: i numeri del 19 gennaio

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 204.174 casi di positività1.034 in più rispetto a ieri, su un totale di 23.652 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 4,3%.

Dei nuovi contagiati, 463 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali: 297 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 46 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 8 con gli screening sierologici, 4 tramite i test pre-ricovero. Per 108 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

Complessivamente, tra i nuovi positivi 280 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 451 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 45 anni.

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 17.592 a Piacenza (+77 rispetto a ieri, di cui 30 sintomatici), 14.505 a Parma (+,56 di cui 29 sintomatici), 27.274 a Reggio Emilia (+107, di cui 34 sintomatici), 36.404 Modena (+150, di cui 86 sintomatici), 40.477 a Bologna (+257, di cui 161 sintomatici), 6.459 casi a Imola (+19, di cui 6 sintomatici), 11.542 a Ferrara (+56, di cui 19 sintomatici), 15.534 a Ravenna (+50, di cui 30 sintomatici), 7.359  a Forlì (+50, di cui 30 sintomatici), 8.434 a Cesena (+62, di cui 42 sintomatici) e 18.594 a Rimini (+150, di cui 104 sintomatici).

A Bologna, dei 257 nuovi casi della provincia,  161 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 50 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 3 mediante i test per le categorie più a rischio, 3 attraverso i test pre-ricovero, 1 mediante gli screening sierologici mentre per 39 l’indagine epidemiologica è ancora in corso. Tra i 257 nuovi contagi, 107 sono sporadici e 150 sono inseriti in focolai. Nessun caso è importato da altre regioni né dall’estero.

Morti Covid in regione: i dati per provincia

Il bollettino di oggi registra 75 nuovi emiliano-romagnoli deceduti: 7 a Piacenza (tre donne di 85, 88 e 90 anni; 4 uomini di 72,76, 91 e 94 anni ); 2 in provincia di Parma (una donna di 82 anni e un uomo di 89 anni); 4 a Reggio Emilia (due donne di 73 e 81 anni, e due uomini di 80 e 95 anni); 6 nel modenese (tre donne - di 70, 82 e 90 anni - e tre uomini, di 63, 84 e 87 anni); 29 in provincia di Bologna (11 donne - una di 60 anni, due di 83, una di 84, una di 86, una di 87, due di 88, una di 90, una di 91 e una di 100 anni - e 18 uomini: di 61, 71, 77, 78, 79, 80, 82, 5 di 85 anni, uno di 87, due di 89, poi di 92, 93 e 95 anni); 2 nel ferrarese (entrambe donne: di 63 e 87 anni); 12 in provincia di Ravenna (7 donne - di 73, 77, 81, 84 anni, due di 89 e una di 93 anni - e 5 uomini, rispettivamente di 83, 86, 89, 90, 93 anni); 7 a Forlì-Cesena (quattro donne di 78, 83, 91, 95 anni, e tre uomini: uno di 86 e due di 92 anni); 5 nel riminese (una donna 91enne e 4 uomini, di 76, 84, 87 e 89 anni). Infine, si segnala un decesso fuori regione: un uomo di 90 anni diagnosticato dall’Ausl di Modena ma residente in provincia di Mantova.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.872.

Quanti sono e dove sono ricoverati i pazienti emiliano-romagnoli più gravi

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 232 (-6 rispetto a ieri), 2.520 quelli negli altri reparti Covid (-44).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 17 a Piacenza (uno in meno rispetto a ieri), 16 a Parma (+2), 19 a Reggio Emilia (-1), 48 a Modena (-1), 42 a Bologna (-3), 13 a Imola (numero invariato rispetto a ieri 1), 28 a Ferrara (-1), 16 a Ravenna (+2), 3 a Forlì (invariato), 5 a Cesena (invariato) e 25 a Rimini (-3).

Guariti e casi attivi in regione

Le persone complessivamente guarite, sono 1.947 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 142.061.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 53.241 (-988 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 50.489 (-938), il 94,8% del totale dei casi attivi.

Bonaccini: "Vogliamo accelerare sui vaccini, il Governo ci aiuti"

"Stiamo superando quota 120mila vaccini eseguiti in Emilia-Romagna. Siamo tra le regioni che vaccinano di più in Italia, quella che lo fa di più in assoluto in rapporto alla popolazione. Un risultato che stiamo ottenendo grazie all'impegno senza sosta delle aziende sanitarie, di medici, infermieri e operatori". Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, sulla sua pagina Facebook.

"L'Emilia-Romagna è pronta - assicura Bonaccini - . Proseguiamo a vaccinare. Noi vogliamo accelerare, e siamo in grado di farlo. Per questo ci siamo rivolti al Governo, al ministro Speranza e al commissario Arcuri, perché la riduzione della fornitura Pfizer-BioNtech che registriamo questa settimana sia solo temporanea, che la fornitura torni regolare già dalla prossima settimana, compreso il recupero delle dosi non arrivate in questi giorni. Su questo, il Governo, così come l'Unione europea, devono vigilare e non arretrare di un centimetro: le dosi acquistate devono arrivare nei territori, la campagna di vaccinazione deve proseguire a pieno ritmo. Punto. E' il momento della serietà e della responsabilità".

"Questa battaglia è troppo importante. La dobbiamo combattere tutti insieme, non c'è tempo da perdere" aggiunge. "Ieri - spiega - abbiamo iniziato i cosiddetti 'richiami', ovvero laù somministrazione della seconda dose per coloro che sono stati vaccinati per primi, un passaggio imprescindibile per l'efficacia del vaccino stesso. E stiamo lavorando al piano vaccinale regionale che, da febbraio-marzo, quando la campagna verrà estesa al resto della popolazione, triplichi lo sforzo di somministrazione rispetto alle 8-10mila dosi giornaliere che abbiamo fatto finora, per arrivare il prima possibile alla cosiddetta immunità di gregge".

Vaccini agli insegnanti: come si tra muovendo la Regione Emilia-Romagna

"Abbiamo chiesto al Governo che gli insegnanti entrino nella campagna vaccinale il prima possibile. E non c'è nessuna intenzione di recedere da questa richiesta". E' decisa Paola Salomoni, assessore regionaleall'Istruzione dell'Emilia-Romagna, rispondendo oggi in Assemblea legislativa all'interrogazione della forzista Valentina Castaldini.

Secondo l'azzurra, "l'unico modo per combattere la dispersione scolastica in questa fase è tornare in classe. Ma siamo terrorizzati dal fatto che questa sia l'unica settimana di scuola, che tra una settimana saremo zona rossa e che i ragazzi stiano di nuovo a casa". Per questo, esorta Castaldini, la Regione deve farsi carico del compito di realizzare uno screening di massa coi tamponi rapidi all'interno delle scuole e di inserire il personale scolastico e i ragazzi sopra i 16 anni nella campagna vaccinale.

"Gli insegnanti devono essere tra i primi a essere vaccinati e il prima possibile- ribadisce dal canto suo Salomoni - su questo c'è  l'impegno della Giunta e del
presidente Bonaccini".

Quanto allo screening, aggiunge l'assessore, "abbiamoùù aumentato la frequenza con i tamponi rapidi in farmacia. E stiamo riflettendo anche su altri strumenti, che però in questa fase sono complessi" a causa del forte impegno degli operatori sanitari nelle attività ospedaliere".