Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini
Il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini

Bologna, 28 novembre 2020 - L’Emilia-Romagna "passerà da ‘zona arancione’ a ‘zona gialla’ nei prossimi giorni". Lo prevede Raffaele Donini, assessore regionale alla Sanità, durante una diretta Facebook dal laboratorio unico del centro servizi dell’Ausl Romagna di Pievesestina, a Cesena. Ed è più di un augurio anche quello avanzato dal presidente della Regione Stefano Bonaccini: "I numeri dicono che possiamo tornare in zona gialla". Quello che fa ben sperare è l’indice di contagio Rt, che dovrebbe essere contenuto sotto quota 1. "Nella nostra regione continua ad abbassarsi – afferma Donini – questa settimana è sceso a 1,07, contro l’1,14 di quella precedente".

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Resta però "pressante" la situazione nei reparti ospedalieri. Con una saturazione del 49% nei reparti Covid (il dato indice fissato dal Ministero è il 40%), e del 33% per quanto riguarda le terapie intensive (30% il valore indice). Questo significa che i reparti "stanno reggendo ma, che la situazione va monitorata", commenta Donini. Sottolineando come, a differenza che in altre zone del Paese, "noi continuiamo a erogare anche le altre prestazioni sanitarie".

Il progressivo calo dell’indice Rt ha convinto il governatore Stefano Bonaccini a emanare un’ordinanza più soft – almeno per le attività commerciali – rispetto alle due precedenti. A partire da oggi, le strutture commerciali di medie dimensioni (di superficie fino a 2.500 metri quadrati nei comuni con più di 10mila abitanti; fino a 1.500 mq in quelli con meno di 10 mila abitanti) potranno riaprire nei fine settimana. "Lo stesso – si legge nell’ordinanza – avverrà per i negozi più piccoli, che tornano aperti anche la domenica".

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Va ricordato che, nelle scorse due settimane, l’Emilia-Romagna, d’intesa con il ministro della Salute, aveva adottato provvedimenti più restrittivi rispetto all’ultimo Dpcm. Con l’ordinanza firmata ieri – valida fino al 3 dicembre, quando scadrà anche il Dpcm vigente – la Regione riallinea le proprie restrizioni a quelle del Governo. Ieri su 21.304 tamponi in Emilia-Romagna, i nuovi positivi sono stati 2.165 (il rapporto è del 10,2%), di cui 1.113 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing . In calo i casi attivi (-1.182). Calano i pazienti ricoverati in terapia intensiva: 250 (-8 rispetto a giovedì), in calo anche quelli in altri reparti Covid: 2.673 (-6).

Anche ieri, per il secondo giorno consecutivo, il numero dei guariti è stato alto: +3.281. Si tratta dell’effetto dell’aggiornamento del sistema informatico su isolamenti e quarantene arretrate. In migliaia di casi, chi ha ricevuto l’attestato di chiusura malattia – potendo quindi uscire di casa – non ha però avuto la scheda clinica aggiornata sul sistema informatico, ed è rimasto in una non più necessaria quarantena. La situazione, assicurala Regione, "si normalizzerà entro mercoledì". Donini e il collega Vincenzo Colla (assessore al Lavoro), hanno chiesto al Governo che il tampone rapido positivo sia sufficiente per la diagnosi di positività al Covid e per il riconoscimento della malattia per i lavoratori, senza dover fare anche il tampone molecolare.



Qui il bollettino Covid del 28 novembre con i numeri dell'Emilia Romagna

Questo, sottolineano Colla e Donini, "al fine di evitare che l’incertezza in tema di copertura dell’assenza orienti alla scelta di non sottoporsi al controllo, nell’impossibilità di godere di una tempestiva copertura per malattia".Da alcuni giorni, le aziende dell’Emilia-Romagna hanno la possibilità di fare eseguire i tamponi rapidi ai lavoratori. Ma per il momento è necessario il ‘doppione’ molecolare nei casi di responso positivo. "Speriamo – afferma Donini – che il Governo ci ascolti e cambi la normativa".

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