Un gioco di Mirabilandia
Un gioco di Mirabilandia

Rimini 28 luglio 2021 - Le presenze turistiche nei parchi divertimento dell’Emilia-Romagna sono alte (se non superiori) al 2019. Ma l’introduzione dell’obbligo di presentare il Green pass per accedervi dal 6 agosto, è arrivata come una doccia gelata su tutto il comparto. Anche perché questi parchi sono perlopiù frequentati da giovani, anche giovanissimi. E la stragrande maggioranza dei ragazzini fra i 12 e i 18 anni (esempio) non sono ancora vaccinati. Solo in Emilia-Romagna sono una decina i parchi divertimento presenti, con migliaia di dipendenti e milioni di presenze in arrivo ogni stagione. Secondo Giuseppe Ira, presidente dell’associazione Parchi Permanenti Italiani: "Lo Stato rischia di discriminare il 50% dei cittadini e questa decisione ha ripercussioni già preoccupanti sulle aziende del nostro settore, a cui per l’ennesima volta è riservato un trattamento iniquo, se comparato con luoghi al chiuso come i centri commerciali.

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"Non possiamo fare altro che adeguarci alla legge, ma siamo stupiti che l’obbligo del Green pass sia stato esteso anche ai parchi tematici all’aperto". A parlare è Patrizia Leardini, responsabile del Gruppo Costa Edutainment dei quattro parchi nella provincia di Rimini: Aquafan, Oltremare, Italia in Miniatura e Acquario di Cattolica. Qui al momento tutto fila liscio e la gente continua a divertirsi. Ma il 6 agosto è vicinissimo. "Vedremo cosa succederà - va avanti Leardini - Per le discoteche costrette a rimanere chiuse sono previsti aiuti economici, ma per i parchi no". Ad Atlantica di Cesenatico, la paura più grande è legata ai ragazzi fino ai 18 anni d’età: è il target principale del parco e senza Green pass forse resteranno tutti a casa. Sul canale social del parco acquatico la tensione è altissima e la gente inizia già a lamentarsi. "Se dobbiamo pagare l’abbonamento e non avere accesso per via del Green pass facevamo prima a non prenderlo a inizio stagione" commenta qualche mamma infuriata. Nel Ravennate, Mirabilandia sta pensando di mettere delle postazioni per i tamponi all’ingresso: "Stiamo facendo l’impossibile per mettere i nostri clienti nella miglior condizione per venire a divertirsi in totale serenità – dice Riccardo Marcante, direttore generale del parco –. Abbiamo visto che le prenotazioni per i tamponi in farmacia possono richiedere tempi abbastanza lunghi, non sempre si riescono a fare sul momento".

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Capitolo disdette. Da Roma dicono che stanno fioccando, In Romagna pare molto meno tra chi aveva prenotato in una data successiva al 6 agosto. "Sono l’1 o 2% delle telefonate che riceviamo – aggiunge Marcante – e non sappiamo se queste disdette siano legate al pass o all’aumento dei contagi. Per quanto ci riguarda, pensiamo che l’adozione del certificato in un parco all’aperto come il nostro non sia solo una complicazione per noi, ma anche un trattamento di disparità che riceviamo rispetto ad altri operatori. Si può andare senza in hotel, in spiaggia e al centro commerciale a fare la spesa. Si sono create delle disparità senza senso". 

Sono valutazioni che anche Osvaldo Paci, direttore dello zoo Safari di Ravenna, condivide: "Questo green pass non ci resta che subirlo, nonostante abbiamo ampi spazi aperti e le visite vengano effettuate in auto, ognuno col proprio veicolo. Valuteremo se effettuare i tamponi all’ingresso". L’adozione del Green pass obbligatorio avrà ripercussioni pesanti. "Dopo quasi 8 mesi di chiusura forzata stavamo registrando un buon andamento _ conclude il presidente Ira _ ma ora rischiamo una brusca interruzione, nel mese più importante della stagione e senza possibilità di recupero". I vertici dell’associazione hanno fissato un incontro con il ministro del turismo Garavaglia per il 6 agosto. "Sono in gioco migliaia di posti di lavoro".