Bologna, 26 marzo 2021 - Niente zone gialle: sarà un'Italia tra l'arancione e il rosso quella che ci attende almeno fino a dopo Pasqua. Al termine del monitoraggio Cts e Iss, per alcuni regioni come Emilia RomagnaMarche e Veneto viene dunque confermata la zona rossa ancora per un'altra settimana. Il Lazio torna ufficialmente in zona arancione da martedì. La Toscana passa a sorpresa in zona rossa da lunedì assieme a Valle d'Aosta e Calabria.

GLI SCENARI Zona rossa a Pasqua: fino a quando? Cosa può succedere ad aprile

Intanto, il governo sta già iniziando la stesura del nuovo Decretovisto che quello in vigore scade ufficialmente il 6 aprile. Ma c'è già la novità tanto attesa dalle famiglie: il ritorno a scuola in presenza, come ha annunciato il premier Mario Draghi, per le classi di materne, elementari e prima media dopo la pausa di Pasqua anche in zona rossa. 

Nuovo decreto Draghi: scuola aperta in zona rossa dopo Pasqua. Le ipotesi - Seconde case zona rossa a Pasqua: spostamenti e divieti

"Mantenendo le misure e rafforzando la campagna vaccinale penso si possa arrivare a proficui miglioramenti per trascorrere un'estate serena; non elimineremo il virus ma si spera in un'estate serena", è l'analisi del direttore Cts, Gianni Rezza. Va poi ricordato che per Pasqua - 3, 4 e 5 aprile 2021-, su tutto il territorio nazionale, si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse. 

Zona rossa: i nuovi parametri del Cts per regione

L'incidenza dei casi per 100mila abitanti

Il numero dei casi di Covid ogni 100 mila abitanti: passa, secondo quanto si apprende, da 264 della scorsa settimana a 240. 

Molto al di sopra della soglia critica di incidenza sono l'Emilia Romagna, con 349 nuovi casi di Covid-19 ogni 100mila abitanti, Friuli Venezia Giulia (410), Lombardia (293), Marche (284), Piemonte (355), Provincia autonoma di Trento (279), Puglia (293) e Valle d'Aosta (292).

Nel Lazio, l'incidenza è di 217 nuovi casi ogni 100mila abitanti, in Veneto di 254 su 100mila. La Sardegna 'vanta' un'incidenza di 68 nuovi contagi ogni 100mila abitanti, la più bassa.

Complessivamente sono 5 le regioni a rischio elevato: Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte, Toscana e Puglia (che riporta molteplici allerte di resilienza).

Zona gialla deserta per Pasqua

L'idea è quella di non riaprire la zona gialla nemmeno questa settimana né la prossima: fino lunedì 12 aprile il colore prevalente sarà il rosso, al massimo l'arancione.

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Emilia Romagna: ancora zona rossa

Niente da fare per Emilia Romagna che viene confermata per un'altra settimana in zona rossa: sebbene l'indice Rt sia sceso sotto all'1 (0,98) pesa l'alta incidenza dei contagi che sono ancora 349 su 100mila abitanti (la soglia della zona rossa è sopra i 250) e soprattutto il sovraccarico delle strutture sanitarie. Nelle terapie intensive, ancora il 53% dei pazienti è positivo al covid, percentuale che sale al 54% nelle aree mediche. Numeri che non lasciano scampo alla regione di Bonaccini: le maggiori restrizioni restano in vigore per la prossima settimana e, se il trend non verrà invertito, potrebbero proseguire anche dopo il minilockdown pasquale.

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Le Marche restano 'rosse'

E' con un post su Facebook che il Governatore delle Marche, Francesco Acquaroli, comunica la permanenza della regione in zona rossa anche la prossima settimana "a causa del numero dei contagi riscontrati nella nostra regione nella scorsa settimana, che sono superiori a 250 ogni 100.000 abitanti". "Nel corso di questa settimana il numero dei contagi e la pressione nei pronto soccorso si sta riducendo, mentre resta ancora molto alta la pressione ospedaliera. - continua il Governatore - Nonostante la comprensibile esasperazione e le molteplici difficoltà, continuo a raccomandare a tutti la massima attenzione per superare quanto prima questa situazione complicata. Nel frattempo continua la campagna di vaccinazione". 

Il Veneto in zona rossa

Il Veneto ambiva la zona arancione, ma resterà rosso. “L'Rt ci avrebbe consentito di passare in zona arancione - afferma il Governatore, Luca Zaia -, ma abbiamo un'incidenza di contagi di 254 ogni 100mila abitanti: per essere arancioni dovremmo averne al massimo 249”.

La Puglia in zona rossa rafforzata: stop alle seconde case

Zona rossa rafforzata in Puglia da domani e fino al 6 aprile. E' quanto prevede un'ordinanza, la numero 88, firmata dal presidente della Regione, Michele 
Emiliano, che dispone "Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19". L'ordinanza vieta gli spostamenti dal Comune di residenza, domicilio o abitazione verso altri comuni della Puglia per raggiungere le "seconde case", salvo che per comprovati motivi di necessita' o urgenza; sono inoltre vietati gli ingressi e gli spostamenti in Puglia delle persone non residenti, per raggiungere le seconde case in ambito regionale, salvo che per comprovati motivi di necessità o urgenza. Viene inoltre raccomandato l'uso massiccio dello smart working.

Zona rossa: chi cambia

A sorpresa, da lunedì 29 marzo entra in zona rossa anche la Toscana. Stesso destino per Valle d'Aosta e Calabria.

Zona rossa a Pasqua: le regioni a rischio

In zona rossa vengono poi confermate Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento.

Zona arancione: entra il Lazio

Il ministro Roberto Speranza conferma che il Lazio tornerà da martedì in zona arancione assieme ad Abruzzo, Basilicata, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria, e alla Provincia Autonoma di Bolzano. A livello locale, per zone definite, alcuni Governatori hanno stabilito regole più restrittive, come ad esempio in Toscana dove sono circa un centinaio i comuni in lockdown.

Rt Italia e delle regioni

Proprio l'Rt nazionale oggi è sceso da 1,16 della scorsa settimana a 1.08. Un miglioramento, ma non un traguardo. Il valore "comunque rimane sopra 1 e ciò significa che comunque il virus tende ad espandersi. Bisogna dunque mantenere le misure", avverte il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio 
Brusaferro.

I valori più alti in Valle d'Aosta a 1,75 seguita da Calabria (1,37), Veneto e Friuli Venezia Giulia (entrambe a 1,23); il pù basso nella provincia autonoma di Bolzano a 0,78. Ecco gli indici Rt per regione, relativi alla settimana 15 marzo - 21 marzo:

Abruzzo 0,87
Basilicata 0,95
Calabria 1,37
Campania 1,05
Emilia Romagna 0,98
Friulia Venezia Giulia 1,23
Lazio 0,99
Liguria 1
Lombardia 1,08
Marche 1,15
Molise 1,17
Piemonte 1,17
Provincia di Bolzano 0,78
Provincia di Trento 1,02
Puglia 1,17
Sardegna 1,03
Sicilia 0,99
Toscana 1,1
Umbria 0,97
Valle d'Aosta 1,75
Veneto 1,23



















Il monitoraggio completo in Pdf

Le regole della zona rossa

Ecco in sintesi cosa si può e non si può fare in zona rossa. Sospese le visite fatta eccezione per esigenze di lavoro, salute o necessità. Sospesa la didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità o bisogni educativi speciali.

Chiusi i negozi, fatta eccezione per quelli di generi alimentari e di prima necessità. Chiusi anche i mercati.

Ristoranti chiusi, consentito solo l'asporto (senza consumazione sul posto) e la consegna a domicilio fino alle 22.

Chiusi i luoghi della cultura, sospesi gli spettacoli in teatri, cinema, sale da concerto e altri locali o spazi all'aperto.

Le regole della zona arancione

Ecco in sintesi cosa si può e non si può fare in zona arancione. Consentiti gli spostamenti all'interno del proprio Comune e dai piccoli Comuni (fino a 5.000 abitanti) in un raggio di 30 Km senza poter andare nei comuni capoluoghi di provincia. Sempre possibili gli spostamenti per motivi di lavoro, salute, necessità e urgenza.

Nei giorni festivi e prefestivi, chiusi i negozi all'interno di mercati e centri commerciali eccetto farmacie, parafarmacie, lavanderie, fiorai, negozi di generi alimentari, tabacchi, edicole e librerie.

Ristoranti chiusi, consentito solo l'asporto (senza consumazione sul posto) e la consegna a domicilio fino alle 22.

Per quanto riguarda la scuola , possibile la didattica in presenza alle superiori per almeno il 50% degli studenti e fino al 75%. Lezioni in presenza per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione.

Chiusi i luoghi della cultura, sospesi gli spettacoli in teatri, cinema, sale da concerto e altri locali o spazi all'aperto.

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