La casa della rapina e la vittima Maria Biancucci
La casa della rapina e la vittima Maria Biancucci

Montegiorgio (Fermo), 13 marzo 2018 - Incaprettata e uccisa per 300 euro. È stato sufficiente il pretesto di poter rubare una manciata di banconote, per legare e probabilmente soffocare un’anziana rimasta sola in casa per qualche ora. È accaduto l’altro ieri notte in contrada Crocefisso di Alteta, una frazione di Montegiorgio, e vittima di uno o più rapinatori è stata Maria Biancucci, una 79enne del posto. A fare la drammatica scoperta il figlio, Marcello Balestrini, di 57 anni, titolare di una ditta per lavorazione di pelli per calzature. 

Erano da poco passate le 22,45 quando l’uomo, che vive nella stessa abitazione, ha fatto rientro a casa dopo essere uscito intorno alle 16 del pomeriggio ed essere andato più tardi a mangiare una pizza con una amico. Balestrini si è reso conto che qualcosa non andava, prima ancora di entrare nell’abitazione: al piano terra, infatti, c’era una finestra aperta. Una volta dentro si è accorto che le stanze erano state messe a soqquadro. A quel punto ha iniziato a chiamare la madre e si è precipitato nella sua stanza da letto. E’ qui che, dopo aver acceso la luce, si è trovato di fronte alla donna con il pigiama indosso, a pancia in sotto sul letto, con i piedi e le mani legate dietro la schiena con del nastro da pacchi.

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L’uomo, resosi conto che la madre non dava segni di vita, ha subito allertato i carabinieri, che sono subito intervenuti sul posto, insieme ai sanitari del 118: per la 79enne ormai non c’era più nulla da fare, era deceduta da circa un paio d’ore. Dalla prima ispezione cadaverica non sono emerse ferite provocate da armi da taglio o da corpi contundenti. È per questo motivo che gli inquirenti sono propensi a credere che la donna sia stata soffocata o sia morta a causa dei maltrattamenti subiti durante l’incaprettamento. Sulla base degli elementi raccolti, il sostituto procuratore di Fermo, Francesca Perlini, che coordina le indagini, ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio.

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, uno o più ladri, convinti che in quel casolare non ci fosse nessuno, hanno tagliato il vetro di una finestra al piano terra, hanno infilato un braccio per raggiungere la maniglia e hanno aperto l’infisso. Una volta dentro, è qui si entra nel campo delle ipotesi, si sarebbero trovati faccia a faccia con la 79enne, che, dopo aver ricevuto la vista di un fratello dalle 17 alle 19, si sarebbe messa a letto intorno alle 20. I malviventi, colti alla sprovvista, avrebbero reagito violentemente e avrebbero legato mani e piedi della vittima con del nastro da pacco. I rapinatori, probabilmente nel tentativo di non farla gridare, potrebbero averla soffocata. Gli inquirenti procedono a 360 gradi, ma l’ipotesi più accreditata è quella di una rapina finita male. Dall’abitazione in cui la donna viveva con il figlio sono stati rubati circa 300 euro e due carte di credito. Il misero bottino costato la vita di un’incolpevole donna.