Luca Borghi, marito della titolare del bar ‘Capricci senza glutine’ e il cartello
Luca Borghi, marito della titolare del bar ‘Capricci senza glutine’ e il cartello

Ferrara, 26 ottobre 2021 - Ci è voluto qualche giorno ma alla fine la stangata è arrivata. Quattrocento euro di sanzione per marito e moglie, lei proprietaria del bar ‘Capricci senza glutine’ e lui collaboratore. La coppia è stata multata perché, all’interno del loro locale, non avevano controllato il green pass agli avventori. La sanzione notificata ieri dal personale della divisione di polizia amministrativa della questura è da ricondurre ai controlli effettuati sabato nel bar di via Beethoven. In quell’occasione, una pattuglia delle volanti si è fermata al locale e gli agenti sono entrati per effettuare alcune verifiche. A portarli lì è stato un cartello esposto sulle vetrate posteriore e anteriore del bar. L’avviso riportava la scritta ‘qui è sospeso per tutti il controllo del green pass’.

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Una volta entrati, i poliziotti hanno notato che all’interno c’erano dei tavolini con le sedie, predisposti per la consumazione. In uno di questi erano sedute due persone intente a fare colazione. I clienti, regolarmente in possesso del certificato verde, hanno dichiarato di non essere stati controllati dal personale del bar quando si erano sedute al tavolo. A quel punto gli agenti hanno controllato e identificato la proprietaria del locale Susanna Pirani e il marito, Luca Borghi, suo collaboratore. I due hanno spiegato che, pur rispettando le altre norme sul contenimento dell’emergenza Covid (dal distanziamento all’uso delle mascherine) non effettuavano il controllo del green pass in quanto erano in attesa di una risposta del garante della privacy in relazione al fatto che la certificazione verde, a livello europeo, era stata istituita solo al fine di agevolare i viaggi. Una motivazione che però non ha convinto la polizia, che ha fatto scattare la sanzione.
 

Motivi che Borghi aveva spiegato nei giorni scorsi anche al Carlino . "Cerco di essere chiaro – aveva detto –: non facciamo assolutamente parte dei ’No Vax’. Il nostro cartello non ha nulla a che fare con i vaccini. A parte la carta verde, all’interno del nostro locale osserviamo il distanziamento e indossiamo sempre la mascherina. Riteniamo, però, che non sia un nostro compito controllare i clienti. Le motivazioni alla base della nostra decisione, hanno un fondamento legale. Aderiamo, infatti, al gruppo ‘Libera Coscienza’, che aggrega circa duecento locali in Italia e i partecipanti aumentano ogni giorno".
re. fe.