FRANCESCO FRANCHELLA
Cronaca

L’opera scortata da Bologna, trenta metri quadri di tela e il tesoro di Avanzi torna a casa "Un restauro durato 10 anni"

Il maxi trasporto nella chiesa di San Cristoforo accompagnato dalla polizia locale. Realizzata nel 1695 dal pittore ferrarese, era stata danneggiata duranta la Seconda guerra.

L’opera scortata da Bologna  Trenta metri quadri di tela  Il tesoro di Avanzi torna a casa  "Un restauro durato 10 anni"

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Trenta metri quadri: praticamente, il doppio di molti degli appartamenti per studenti fuorisede. In questo caso, però, non si parla di uno spazio abitativo, ma di una tela unica, realizzata con un telaio in grado di creare una superficie di 425 centimetri di altezza per 930 di lunghezza. Dimensioni impressionanti, che tuttavia, nel Seicento, il pittore ferrarese Giuseppe Avanzi (1645-1718) è stato in grado di gestire con una qualità invidiabile. È iniziato ieri, nella chiesa di San Cristoforo alla Certosa, il cantiere di ricollocazione della tela monumentale raffigurante l’Apparizione della Beata Vergine e san Pietro ai compagni di san Brunone, in una giornata che si può già definire storica. L’opera di Avanzi è arrivata dalla provincia di Bologna scortata da un corteo speciale del corpo di polizia locale ‘Terre Estensi’, che ha accompagnato il trasporto dal laboratorio di restauro, garantendo una movimentazione in piena sicurezza.

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Ad attendere, già al tempio di San Cristoforo, c’erano l’assessore alla cultura Marco Gulinelli, il vicesindaco Nicola Lodi, il comandante Claudio Rimondi, il curatore dei Musei d’Arte Antica di Ferrara, Romeo Pio Cristofori, e la dirigente servizio Musei d’Arte, Ethel Guidi (nelle foto). Il lungo e complesso restauro a cura del Laboratorio Nonfarmale è stato realizzato grazie ad un progetto del comune di Ferrara e della regione Emilia-Romagna, sotto la sorveglianza della competente Soprintendenza.

In totale, parliamo di un’operazione da circa 97 mila euro, per riportare alla luce la prima di due tele dell’Avanzi che adornavano il lato sinistro e il lato destro del presbiterio. In questi giorni, nello stesso laboratorio, si aprirà il restauro dell’altro dipinto, Particolare è la storia dell’opera. Realizzata nel 1695 dal pittore ferrarese Giuseppe Avanzi (1645-1718) su committenza del priore certosino Daniele Campanini, la grande opera fu rimossa a seguito dei danni riportati dalla chiesa di San Cristoforo dopo il bombardamento anglo-americano del 28 gennaio 1944. Rimasta miracolosamente appesa alla parete, la tela venne rimossa intorno ai primi anni Cinquanta del Novecento. "I due dipinti sono stati portati nel nostro laboratorio di restauro tra il 1970 e il 1972", racconta il restauratore Giovanni Giannelli. Il primo progetto di restauro è iniziato nei primi anni Duemila, grazie all’allora direttore della Cassa di Risparmio di Ferrara, Angelo Andreotti, ma il progetto si è interrotto per vicende ormai note.

"Grazie alla sensibilità del Comune, della Regione e di Vittorio Sgarbi abbiamo riacceso la miccia". Ora, il cantiere è aperto alla comunità fino a giovedì 14. Dalle 8.45 alle 17.45 si può assistere in prima persona alle varie fasi preliminari all’appensione. Sempre nell’ottica di promuovere la conoscenza e la contemplazione di questo capolavoro ritrovato, il Servizio Musei d’Arte organizza una serie di visite guidate gratuite, condotte da Romeo Pio Cristofori e dal restauratore Giovanni Giannelli, che si terranno alle 17 nei giorni 8, 9, 10, 16, 17, 22, 23 e 24 settembre.

"Questo lavoro arriva da lontano – dice l’assessore Gulinelli – 80 anni non sono pochi: della tela se n’erano perse le tracce. Quello che conta è la forma di collaborazione che l’amministrazione ha messo in atto con il ministero e la regione per arrivare a un traguardo storico". "La tela di Giuseppe Avanzi torna dopo un cantiere di restauro durato circa 10 anni – chiosa Cristofori - rappresenta l’apparizione della Vergine a san Bruno e ai suoi compagni, per esortarli a tornare all’eremo della Certosa".