MARIO BOVENZI
Cronaca

Rischio colonizzazione. Da Argenta a Bondeno: "Cinghiali, è urgente un piano per abbatterli"

I ricercatori dell’Università: "Segnalazioni nell’Alto Ferrarese da verificare". Coldiretti si mobilita: "Devono essere fermati prima che siano fuoricontrollo".

Rischio colonizzazione. Da Argenta a Bondeno: "Cinghiali, è urgente un piano per abbatterli"

Rischio colonizzazione. Da Argenta a Bondeno: "Cinghiali, è urgente un piano per abbatterli"

"Si è aperta una porta, scendono dalla Romagna ed entrano nella nostra provincia. Sono stati avvistati nella zona del Mezzano, nelle campagne di Argenta", a denunciare la presenza dei cinghiali è Riccardo Casotti, vicedirettore di Coldiretti. "Dobbiamo intervenire ora, prima che crescano troppo. Come è successo per le oche, ormai incontrollabili", precisa. In queste ore l’annuncio della mobilitazione di Coldiretti. "Per difendere le campagne assediate dai cinghiali e tutelare la vita dei cittadini messa a rischio sulle strade", lo slogan dell’associazione. Si parte il 18 giugno dalla Lombardia a Milano, dalla Calabria a Cosenza. Migliaia di agricoltori scenderanno in piazza davanti alle Regioni. "La mobilitazione anche in Emilia e Ferrara – precisa Casotti –, stiamo studiando le date, le forme di protesta, serve un piano straordinario per il contenimento". Coldiretti chiede misure efficaci. "Fino ad usare l’esercito per abbatterli quando il numero diventa eccessivo", precisa il vicedirettore. "In alcune zone c’è una concentrazione di specie preoccupante, dal lupo al cinghiale, dai daini alle oche. Dobbiamo muoverci prima che sia troppo tardi". La peste suina rende ancora più tangibile il rischio che anche qui la situazione sfugga di mano. "Gli allevamenti di suini devono uniformarsi alle indicazioni regionali, anche da noi doppie reti, distanze dalle zone boschive. Misure che rappresentano un costo per le imprese agricole". Di costi ne sa qualcosa Emanuele Tognetti, 35 anni, agricoltore. I suoi campi ad Argenta. Da mesi porta avanti una lotta impari contro le oche. "Tutto inutile – racconta –. Ho comprato cannoncini a gas per spaventarle, ho realizzato con i sacchi i palloni predator. Ha fatto ricorso ai ’vecchi’ spaventapasseri. Le oche selvatiche hanno devastato il mais, sono stato costretto a seminare più volte. E adesso si buttano sulle spighe di grano". Anche lui si è trovato faccia a faccia con i cinghiali, nella zona di Campotto. Chi li ha visti bene e li ha anche filmati è Sergio Stignani, 66 anni, da sempre appassionato di natura che racconta con la sua macchina fotografica. Con l’obiettivo, quello delle fototrappole, ha ’catturato’ lo scorso anno una decina di cinghiali nell’oasi d’Argenta. Anche le fototrappole dei ricercatori dell’Università, dipartimento scienze dell’ambiente e prevenzione, hanno ripreso i cinghiali. "Abbiamo un video già del 2022", spiega Mattia Lanzoni che con Anna Gavioli studia il lupo in pianura. "Alcune segnalazioni di cinghiali anche dal Bosco Panfilia tra Sant’Agostino e Bondeno, avvistamenti da verificare", precisa.