Mercatone Uno, scatta la richiesta della cassa integrazione straordinaria
Mercatone Uno, scatta la richiesta della cassa integrazione straordinaria

Imola, 5 ottobre - Serve un nuovo salvagente per i dipendenti di Mercatone uno. E i commissari straordinari dell'azienda, in vista della scadenza del programma di esercizio dell'impresa, prevista per il 23 novembre, hanno avviato oggi la procedura di consultazione sindacale per usufruire della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, prevista dall'articolo 44 del cosiddetto Decreto Genova, per 12 mesi.

"Il ricorso a questo ammortizzatore sociale consentirà a circa 1.300 lavoratori, rimasti in forza alla gestione commissariale dopo il fallimento del Gruppo, non solo di fruire di ulteriori 12 mesi di sostegno al reddito", spiega una nota dei commissari. Ma non solo: i lavoratori potranno "anche essere inclusi, durante la fase liquidatoria della procedura di amministrazione straordinaria, in progetti di auto-imprenditorialità e cessioni di singoli punti vendita che saranno esaminati con le organizzazioni sindacali e, soprattutto, nelle politiche attive del lavoro, mirate a favorire il maggior numero di ricollocazioni, che saranno avviate dalle nove Regioni interessate, già dichiaratesi disponibili".

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I commissari straordinari seguiranno passo passo anche questa fase. Il ricorso alla cig straordinaria e l'avvio delle altre iniziative arrivano dopo il lungo lavoro dei commissari di Mercatone Uno Antonio Cattaneo, Giuseppe Farchione e Luca Gratteri, insediati nel giugno dello scorso anno, che hanno recentemente già concluso le consultazioni sindacali, per stipulare i contratti di cessione
dei cinque punti vendita di Cesano Maderno, Pavia, Rubiera, Gravellona Toce e Sacile e salvaguardare 115 posti di lavoro.

Inoltre, nonostante ci fosse l'emergenza sanitaria per il Covid-19, negli scorsi mesi erano già state effettuate le cessioni dei negozi di Calenzano, Monterosi, Roma e San Giuseppe di Comacchio, con la ricollocazione di tutti i 146 lavoratori in forza. Ora si attende l'ok ministeriale per la vendita di quello di Arzano, la cui offerta prevede un mantenimento parziale degli attuali posti di lavoro. "Il risultato conseguito, grazie al senso di responsabilità alle organizzazioni sindacali e degli acquirenti, ha consentito di aumentare, durante le consultazioni, il numero dei lavoratori ricompresi nei perimetri di cessione previsti nelle Offerte vincolanti autorizzate dal ministero dello Sviluppo economico", conclude la nota dei commissari.