Mercatone Uno, una protesta dei dipendenti (FotoSchicchi)
Mercatone Uno, una protesta dei dipendenti (FotoSchicchi)

Imola (Bologna), 29 marzo 2019 - «Il fallimento, per certi versi annunciato dai sindacati, del Mercatone Uno, oltre ai lavoratori, miete altre vittime: i consumatori. Persone che si sono recate nei punti vendita e che hanno versato acconti. Piccole o grandi somme per acquistare prodotti che non vedranno mai». A dirlo sono Giuliano Zignani, segretario generale Uil Emilia Romagna e Bologna, e Giorgio Casadei, presidente dell’Adoc Emilia Romagna, associazione voluta dal sindacato per tutelare i consumatori che ha uno sportello anche a Imola in via Fratelli Bandiera 6.

La scheda Cinque anni vissuti col fiato sospeso - Come chiedere il rimborso

La chiusura improvvisa dei 55 negozi sparsi in giro per l’Italia, che mette a rischio anche il futuro dei circa 60 dipendenti ancora in servizio nel centro direzionale di via Molino Rosso, danneggia infatti anche i tanti creditori dell’azienda, che domani a Roma saranno ricevuti nella sede del ministero dello Sviluppo economico. E, come detto, i clienti. «E qui sorge spontanea una domanda: perché la proprietà, ben consapevole di cosa sarebbe accaduto di lì a breve o quanto meno delle gravi condizioni in cui versava la situazione, ha continuato a prendere anticipi per vendite che non sarebbero andare a buon fine? – domandano Zignani e Casadei –. Una domanda senza risposta (per ora) cui fa il paio quella dei cittadini che, in queste ore, si stanno rivolgendo all’Adoc, l’associazione a tutela dei consumatori della Uil, per capire come muoversi e soprattutto come tutelarsi. Ecco perché l’Adoc, su sollecitazione della Uil Emilia Romagna, aprirà, ai suoi sportelli una corsia preferenziale per i consumatori ‘vittime’ di Shernon holding. I nostri esperti, inclusi i nostri legali, saranno a loro completa disposizione».

Anche il Codacons chiede provvedimenti ad hoc a tutela degli utenti. «Il Governo deve istituire un fondo per rimborsare integralmente quei cittadini che hanno acquistato mobili o altri beni venduti da Mercatone Uno versando in anticipo il denaro senza però ricevere la merce – spiega il presidente Carlo Rienzi - In caso di fallimento di una società, infatti, i clienti sono l’ultima ruota del carro, e anche inserendosi tra i creditori sarà quasi impossibile per loro rientrare in possesso delle somme versate».

Stessa linea per altre due associazioni importanti come l’Unione nazionale consumatori e Federconsumatori: «Siamo lieti che il Governo si sia impegnato a garantire le dovute tutele per i lavoratori coinvolti nel fallimento di Mercatone Uno. Ora, però, è la volta dei cittadini – afferma il presidente Emilio Viafora –. La seconda puntata del confronto è prevista per domani, giovedì 30, incontro in cui saranno convocati creditori e fornitori. Federconsumatori ha avanzato al ministro una richiesta di essere convocata in rappresentanza delle migliaia di cittadini che si trovano danneggiati dal fallimento, avendo già pagato per delle merci che non hanno mai ricevuto. Salotti, cucine, camere da letto costati, tra acconti e pagamenti, migliaia di euro che ora rischiano di andare in fumo».