Il presidio davanti alla sede storica di Imola (Dire)
Il presidio davanti alla sede storica di Imola (Dire)

Imola, 30 maggio 2019 - Ancora nessuna istanza presentata al Tribunale di Bologna da parte dell'amministrazione straordinaria di Mercatone Uno per chiedere di tornare a gestire la compagine aziendale di Shernon Holding, la società che aveva acquisito il marchio della società imolese e che è stata dichiarata fallita nei giorni scorsi dal Tribunale di Milano.

È quanto comunica, in una nota, la Regione Emilia- Romagna, alla luce dell'incontro avvenuto al Ministero dello Sviluppo Economico sulla vicenda Mercatone Uno. Al summit romano si sono seduti, oltre ai rappresentanti dell'amministrazione straordinaria di Mercatone Uno anche rappresentanti del Ministero e delle Regioni coinvolte per la presenza di punti vendita sul loro territorio e
dell'associazione dei fornitori di Mercatone Uno e di Shernon Holding.

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L'assessore regionale alle Attività produttive della Regione Emilia- Romagna, Palma Costi, ha rimarcato come il riavvio della amministrazione straordinaria «sia ad oggi l'unico modo attraverso il quale è possibile salvaguardare il reddito dei lavoratori attivando ammortizzatori sociali e riprendere le attività commerciali». A giudizio dell'assessore emliano-romagolo, inoltre, è «necessario che il Governo, come peraltro si era impegnato a fare nel corso dell'incontro di lunedì scorso, ponga il massimo impegno affinché si proceda celermente per riattivare l'amministrazione straordinaria, unico modo per garantire il sostegno al reddito ai 1.800 lavoratori dei 55 punti vendita in tutta Italia».

Sempre al tavolo i oggi pomeriggio a Roma è stato discusso con i fornitori "un percorso per fornire soluzioni". A partire dalle verifiche sulla possibilità di estendere ai fornitori di Mercatone Uno l'accesso al Fondo per il credito alle aziende vittime dei mancati pagamenti. Il ministero è al lavoro per definire, si legge nella nota, "un quadro più chiaro e completo possibile della situazione
aziendale, con l'obiettivo di individuare insieme alle Regioni sinergie e strumenti da mettere a disposizione dei fornitori".

Stamattina, intanto, i lavoratori avevano organizzato infatti un presidio di fronte alla sede storica dell’azienda, in via Molino Rosso. L’obiettivo dei dipendenti era quello di "rivendicare la necessaria tutela occupazionale". Al loro fianco Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil che chiedono "che i lavoratori vengano tutelati con urgenza, attivando sì gli ammortizzatori sociali, ma soprattutto giungendo a un bando che possa veramente prevedere investitori affidabili e sostenibili".

La proposta uscita da questo sit in andava nella direzione di una cordata di imprese che potesse coinvolgere direttamente le aziende fornitrici per rilevare e salvare Mercatone Uno. 

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Il tavolo in Regione

Mettere in campo "tutte le azioni possibili per assicurare gli ammortizzatori sociali e la rapida riapertura dei punti vendita" Mercatone Uno "su tutto il territorio emiliano-romagnolo", anche "a tutela dei clienti". E' l'impegno della Regione, che questa mattina ha incontrato i sindacati insieme alla Città metropolitana di Bologna e ai sindaci interessati, sul caso Mercatone. Anche se sarà necessario "riaggiornate il tavolo regionale già dalla prossima settimana", dopo l'incontro di oggi pomeriggio al ministero.

Per la tutela dei posti di lavoro "si attende una rapida pronuncia da parte del Tribunale sulla retrocessione del compendio aziendale dalla Shernon, che consentirebbe la riapertura della procedura di amministrazione straordinaria". Dalla riunione "é inoltre emersa la richiesta al Governo, cui fa capo il tavolo di crisi aziendale del Mercatone Uno, perchè una volta ottenuta la retrocessione agisca immediatamente affinchè si attivino gli ammortizzatori sociali e l'amministrazione straordinaria per la riapertura dei punti vendita (attivando anche le risorse necessarie), così da mantenere il valore delle attività commerciali per rilanciare il marchio".

Tutto questo con "l'individuazione di nuovi acquirenti che presentino un piano industriale credibile". A sostegno di ciò la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione un bando di finanziamento, già attivo, per la formazione dei lavoratori per soggetti imprenditoriali che garantiscano la continuità aziendale.


Landini: "Garantire la cassa integrazione"

"Siamo in attesa del pronunciamento del tribunale di Bologna perché dall'incontro dei giorni scorsi con il governo è emersa la richiesta di uscire dal fallimento e di tornare all'amministrazione straordinaria". Lo ha detto ad Ancona il segretario della Cgil Maurizio Landini. Ha poi spiegato che l'amministrazione straordinaria può "vuol dire poter dare la cassa integrazione intanto ai lavoratori, avere un sostegno del reddito e prendere il tempo necessario per verificare la possibilità che ci siano altre offerte e altre soluzioni industriali".

"Naturalmente - ha osservato - il primo obiettivo è tutelare anche con un ammortizzatore sociale per garantire un reddito ma l'obiettivo vero è continuare a dare una lavoro a queste persone e per questo vanno trovate soluzioni industriali. Ad oggi, almeno noi, non le conosciamo, e in questo c'è un ruolo che il governo deve giocare perché pure lui - ha aggiunto - è stato preso un pò in giro: per mesi si sono fatti incontri e quelli che venivano dicevano che avrebbero presentato un piano industriale, invece abbiamo visto com'è andata a finire".


L'appello dei sindacati

"E' una giornata importante: a Roma si riunisce il tavolo ministeriale con i fornitori di Mercatone e a Bologna, in Regione, si tiene una riunione per cercare di dare continuità al reddito dei lavoratori - ha detto stamattina Stefano Biosa, della Filcams-Cgil dal presidio di Imola -, noi chiediamo che ci sia un intervento del ministero in tempi brevi e già da oggi lo stesso ministero dello Sviluppo proponga di provare a organizzare una cordata di cui fanno parte anche le aziende fornitrici provare a salvar questa azienda. Siamo tutti nella stessa barca e con uno sforzo congiunto potremmo salvare posti di lavoro e aziende legate al gruppo Mercatone", che altrimenti rischiano di restare danneggiate dal fallimento.

"Il ministero deve farsi garante di questo processo", di una soluzione 'industriale', perché la vicenda Mercatone "non si risolve nelle aule del tribunale fallimentare", rimarca Biosa. Far rilevare e acquistare Mercatone, magari appunto con il coinvolgimento delle aziende che lo rifornivano, "è l'unico modo per salvare posti di lavoro diretti e indiretti, per non trascinare nel baratro anche decine e decine di piccole aziende artigiane", insiste il sindacalista della Cgil.

Per mantenere alta la pressione su Mercatone, lunedì prossimo i sindacati incontreranno a Bologna i parlamentari del Pd che si sono interessati della vertenza. Nel frattempo a Imola il sit-in dei dipendenti, ci sono quelli della sede più altri dei negozi, si è tramutato in corteo spontaneo.