Cinghiali a spasso per la città: "Problema sempre più diffuso"

Avvistati in via Pancalducci. Lo zoologo Forconi: "Aumentano di numero e vanno in cerca di nuovi territori"

Cinghiali a spasso per la città: "Problema sempre più diffuso"

Cinghiali a spasso per la città: "Problema sempre più diffuso"

È di lunedì notte il video su una famigliola di cinghiali che attraversa la rotatoria di via Pancalducci a Macerata, nei pressi del cimitero, girato da un automobilista sorpreso e incuriosito. I quattro animali, dopo una breve sosta, si sono diretti nella boscaglia da dove, probabilmente, erano venuti. La questione cinghiali è generalizzata e il lockdown ha dato una mano a che si rinvigorisse. Nelle strade di periferia, e non solo, gli animali selvatici hanno perso la diffidenza e acquistato spazi. Quello che il naturalista Francesco Petretti nel suo ultimo libro "Lo sguardo invisibile" chiama "il commensale dell’uomo" è protagonista di "un fenomeno che affonda le radici in una situazione difficile da gestire, resa ancora più difficile per interessi in conflitto e veti incrociati". I cinghiali sono animali "dall’olfatto finissimo, dall’appetito mai sazio soprattutto dall’intelligenza pronta. Negli insediamenti urbani – scrive Petretti – i cinghiali trovano da mangiare nei cassonetti dei rifiuti sempre colmi e, soprattutto, nessuno li abbatte a fucilate". Non fa neanche più notizia vedere questi ungulati grufolare sempre più spesso a ridosso di case e quartieri. Allora mentre gli animi si dividono fra chi parteggia perché questi animali siano a tutti gli effetti dei residenti e chi ne incita la cattura o l’abbattimento, c’è chi invoca la soluzione più opportuna. Per ora ne parliamo con Paolo Forconi, film maker e zoologo dello Studio Faunistico Chiros di Macerata. "È un problema – spiega – generalizzato in gran parte dell’Italia. Da qualche anno alcune specie, compresi i cinghiali, hanno trovato luoghi idonei alla loro riproduzione e il loro numero aumenta in modo preoccupante. È una semplice conseguenza – aggiunge Forconi –: più aumentano di numero più vanno in cerca di nuovi territori a cui si adeguano. Così facendo si avvicinano sempre di più ai centri abitati". E conclude: "Le specie rare sono oggetto di bracconaggio, quando invece si parla dei cinghiali – l’ungulato più difficile da gestire per l’elevata fertilità, la flessibilità ecologica, la mobilità e l’interesse per le colture agricole – la questione è assai differente e deve essere risolta".