Macerata, 15 giugno 2018 - Claudio Pinti è nella stessa cella in cui nei mesi scorsi era detenuto Innocent Oseghale, il nigeriano arrestato per l’omicidio di Pamela Mastropietro. L’untore che per anni ha avuto rapporti sessuali non protetti senza informare i suoi partner (donne e uomini) di essere sieropositivo, si trova nel carcere di Montacuto ad Ancona. E condivide la cella con il 29enne unico accusato del massacro della 18enne romana il cui cadavere fatto a pezzi fu trovato in due trolley nelle campagne di Pollenza.

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Oseghale è stato poi trasferito nel carcere di Marino del Tronto, ad Ascoli, dove si trova tuttora. L’arrivo di Pinti, 35 anni, autotrasportatore, arrestato per lesioni dolose gravissime dopo essere stato denunciato dalla ex compagna, rimasta infettata, ha suscitato la ribellione degli altri detenuti: "Sei finito", "appena esci dalla cella ti stacchiamo la testa", alcune delle frasi che gli sono state rivolte. Il suo legale, Alessandra Tatò, ha chiesto gli arresti domiciliari.

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