VALENTINA REGGIANI
Cronaca

Alice Neri, indagini a una svolta: microspio a scansione nucleare per risolvere il giallo

Cristiano Barbieri, consulente della difesa di Mohamed Gaaloul: " Prima di trarre conclusioni le analisi tecniche vanno ultimate"

Modena, 7 settembre 2023 – Le analisi più delicate, quelle che potrebbero fornire risposte certe sulla morte di Alice Neri, uccisa nella notte tra il 17 e il 18 novembre scorso saranno effettuate in questi giorni sui resti della giovane mamma.

Omicidio a Modena, le indagini: Gaaloul e Alice Neri
Omicidio a Modena, le indagini: Gaaloul e Alice Neri

Parliamo delle ossa trovate nel baule dell’auto data alle fiamme ma anche individuate nell’ultimo e successivo accertamento effettuato sulla Ford della vittima. Come spiega il consulente di parte, Cristiano Barbieri, nominato dall’avvocato Ghini, che assiste il principale sospettato, Mohamed Gaaloul si tratta di indagini delicate, complesse e lunghe.

L’ipotesi è infatti quella che Alice Neri sia stata colpita con più fendenti. "Le indagini sono basate sull’utilizzo del microscopio a scansione nucleare e sull’utilizzo della microtac – spiega il consulente –. Sono state fissate alcune date dove si svolgeranno gli esami ma non sappiamo cosa emergerà: su questi frammenti sono in corso rilievi e prima di trarre conclusioni le analisi tecniche vanno ultimate, soprattutto per poter affermare che la morte della vittima è conseguente ad un’azione lesiva".

L’avvocato Ghini interviene poi in merito ad una eventuale imminente chiusura delle indagini: "Mi chiedo come potrebbe farlo il pm prima di avere una risposta da parte del medico legale incaricato sulla possibile origine del decesso di Alice Neri. Per quanto riguarda il cellulare del mio assistito, nessuno ha mai contestato che il telefonino (vecchio e rovinato) trovato fosse il medesimo utilizzato in Italia. E io sono certo di questo.

Ma se emergesse un cambio di telefonino c’è davvero da chiedersi come siano state svolte le indagini, con quali competenze e con quanta attenzione. Un telefonino è dotato di un codice univoco che si chiama Imei: il telefonino sequestrato al mio assistito ha un certo numero Imei, noto a tutti già da gennaio; il telefonino utilizzato da Gaaloul al momento dei fatti ha un certo numero Imei che si trova nei tabulati che la procura ha in mano da tempo e che non mi ha mai consegnato nonostante ripetute richieste. Se si scoprisse che sono serviti nove mesi per confrontare due numeri Imei (uno dei quali noto solo alla procura!) c’è da chiedersi quanti altri macroscopici errori siano stati fatti".

"Il quadro indiziario a carico del signor Gaaloul è sempre più chiaro – afferma invece il legale della famiglia della vittima, Cosimo Zaccaria - così come chiara è l’efferatezza, l’inaudita violenza a danno di Alice. Resta solo da capire dove il signor Galoul - in silenzio dal giorno del suo arresto - abbia occultato il telefono. E’ facile intuire perché non abbia lasciato tracce della sua sim. Assisto una vittima che non può più parlare e difendersi. Una vittima che vuole rispetto e giustizia".