
Battaglia contro i cyber criminali: "Polizia informatica, pochi agenti"
"Grave carenza di personale nella Polizia informatica". L’attacco hacker alle aziende sanitarie modenese rende d’attualità la necessità di disporre di un adeguato sistema di difesa su tutti i fronti. Il sindacato Sap sottolinea le difficoltà della sezione di polizia delle Telecomunicazioni di Modena. "Attualmente – spiega Ottorino Orfello – il personale in servizio alla sezione, che tratta per competenza di materia il cyber-crime, consta solo di 4 operatori oltre al comandante. Vero è che per un’indagine così complessa la sezione in questione viene supportata dal Dipartimento, ma di fatto il grosso delle attività ricade sempre e comunque su questi pochi operatori".
Il Sap da anni va avanti con una campagna di sensibilizzazione sulla insufficienza numerica delle ’Pattuglie digitali’, "e sembra inconcepibile la sordità istituzionale su un mondo, quello cyber, che ormai fa parte integrante, alla pari, con il mondo materiale".
Il comando della polizia delle telecomunicazioni di Modena, in via ordinaria, "garantisce l’apertura al pubblico due giorni alla settimana per la recezione denunce, che ammontano a circa 600 oltre alle 200 deleghe di attività che giungono in media dall’autorità giudiziaria modenese". A questo si aggiungono "una cinquantina di telefonate al numero dedicato, cui rispondere per i consigli che i cittadini pongono sulle tematiche di competenza, ed una media di 10 mail quotidiane sulla posta elettronica del comando per segnalazioni varie. Pensare che queste esigue forze possano affrontare con efficienza e tempestività attacchi hacker a server istituzionali della portata dell’Asl, o a realtà private di importanza internazionale che risiedono sul nostro territorio, e portare avanti l’ordinaria attività descritta, è puerile".
A causa del personale che si è perduto nel tempo tra trasferiti e pensionamenti, prosegue Orfello, "si è registrato quest’anno un calo del numero delle persone identificate durante le attività di polizia pari ad un terzo rispetto all’anno scorso. Calano anche di un terzo il numero delle perquisizioni. Diminuzione della metà del numero delle persone denunciate".
Dispiace constatare che tra di tutti gli uffici di polizia delle Telecomunicazioni della Regione Modena sia la realtà più trascurata. Reggio Emilia, Parma, Forli, Ravenna, Rimini e Piacenza hanno, (nonostante la metà dei residenti rispetto a Modena), un numero di operatori superiore a Modena, ed in particolare Ferrara con la metà degli abitanti residenti consta di 11 operatori di polizia informatica rispetto ai 5 modenesi".
Riteniamo, è la conclusione, "che la politica di debba fare carico di questa grave situazione presso il Dipartimento, per una seria riflessione sui prossimi trasferimenti previsti per il 2024. Gli eccellenti risultati conseguiti sono sempre il frutto dell’abnegazione di pochi operatori che devono accettare turnazioni e lavoro straordinario insostenibili alla lunga. Va da sé che il sacrificio personale richiesto si ripercuote spesso sulla vita familiare, pensate in un periodo di festa come questo quali difficoltà si possano incontrare nel concedere le ferie ma mantenendo l’impegno quotidiano su un caso delicato come l’attacco hacker all’Asl, quando il personale si conta sulle dita di una mano".
Il Sap continuerà sulla strada "della denuncia e della sensibilizzazione su questi temi, posto che questa provincia merita un ’fire-wall’ all’altezza delle sfide odierne che pretendono sempre più specializzazione e impegno in termini di risorse umane e tecniche".