Carpi (Modena), 27 febbario 2020 -  «Abbiamo deciso di chiudere, siamo persone responsabili: ora spero che la Regione e il Governo ci aiutino, altrimenti potremmo non riuscire a reggere".
All’indomani della notizia che altri parenti del ’paziente uno’ carpigiano, il manager di Garc, sono positivi al Coronavirus e alcuni di loro lavorano in azienda, il presidente Claudio Saraceni, d’accordo con l’Ausl, ha deciso di chiudere completamente l’azienda. Ieri, con l’immancabile mascherina sul volto, ha continuato a lavorare con un collega in un camper parcheggiato nel cortile dello stabilimento a Fossoli. I 250 dipendenti sono tutti a casa.

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Quando ha deciso di chiudere?
"La decisione è maturata stanotte (tra martedì e mercoledì, ndr) durante la riunione a Baggiovara convocata dai vertici di Ausl appena si è saputo che altre due persone erano positive: eravamo presenti io, il direttore di Garc e un collega, il sindaco Bellelli, i dirigenti sanitari e il presidente della Regione Stefano Bonaccini in collegamento telefonico.
Inizialmente si ragionava se mettere in isolamento solo alcuni dipendenti, ma ho deciso di chiudere completamente l’azienda: siamo responsabili, vogliamo fare tutto il possibile per evitare il contagio".
 


I parenti del ’paziente uno’ lavorano in Garc?
"Alcuni sì. Non sappiamo se abbiano contratto il virus in azienda o a casa in famiglia. Noi tutti abbiamo chiesto di essere sottoposti al test con tampone, aspettiamo indicazioni dall’Ausl".

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Avete bloccato la produzione completamente?
"Abbiamo cantieri in tutta Italia, realizziamo insediamenti industriali. I cantieri al Sud sono fuori dall’area del contagio ma credo che si andrà verso la chiusura totale: non vogliamo rischiare, davanti a tutto mettiamo la salute".

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Cosa comporta tutto questo per la tenuta dell’azienda?
"É tutto fermo, tra Garc e le ditte di fornitori nella nostra zona parliamo di 600 famiglie: se la Regione e il Governo non ci aiutano non riusciamo a reggere uno stop che sarà di almeno quindici giorni".

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Il Presidente della Regione si è impegnato in questo senso?
"Bonaccini ha detto che domani (oggi, ndr) andrà dal premier Conte e nell’elenco dei problemi da affrontare metterà al primo posto noi. Mi fido di lui, ha detto ’io ci sono’. Speriamo che il Governo capisca che noi non siamo il problema, il problema si chiama Coronavirus e Garc lo sta subendo".
 

Cosa chiedete al Governo?
"Chiediamo che Garc non venga esclusa dal percorso di aiuti: è vero che non siamo nelle ’zone rosse’ ma siamo nella stessa situazione dei comuni nelle zone rosse".
 

Potrebbe essere chiesta la cassa integrazione?
"Non sappiamo se ci sarà la cassa integrazione, nessuno ha ben chiaro il percorso: è un’emergenza nuova per tutti, come e quali strumenti ci daranno al momento non è chiaro".

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Quali cantieri sono già fermi?
"Abbiamo fermato da subito i cantieri nelle zone lombarde e ora è fermo, tra gli altri, il cantiere del Care Residence che stavamo costruendo in via Nuova Ponente a Carpi, il nuovo polo anziani".
 

I lavoratori come hanno reagito a questa situazione?
"In modo eccezionale. Sono tutti molto dispiaciuti e nessuno di loro mi ha chiesto se avrei continuato a dare lo stipendio"
 

É in contatto con il manager e con i suoi parenti contagiati?
"Certo, siamo in contatto. Io e il primo paziente ci conosciamo da cinquant’anni, è come se fosse un fratello. Sappiamo che l’hanno trasferito in terapia intensiva ma le sue condizioni sono stabili. Gli altri contagiati al momento sono in buone condizioni. Altri dipendenti, poco meno di una ventina, che sono entrati più a stretto contatto con loro, si sono messi spontaneamente in isolamento: non sappiamo quanto durerà, saranno inseriti nel percorso dell’Ausl per i test".