
Centinaia di persone si sono riunite domenica a Rubiera per ascoltare i consigli di don Ermes Macchioni sui misteri del male
Sassuolo (Modena), 28 febbraio 2017 - A scuola di ‘combattimento spirituale’. Erano oltre cinquecento domenica, dal distretto ceramico ma anche da altre regioni, all’incontro dell’esorcista don Ermes Macchioni, sacerdote diocesano della Divina Misericordia (Diocesi Reggio Emilia-Guastalla), conosciutissimo a Sassuolo dove è rimasto 29 anni a San Michele. Tema: ‘Il mistero del male: se impari a conoscerlo, lo eviti’. Nella sua attuale parrocchia, a Fontana di Rubiera, nel Reggiano – dove ogni giorno riceve decine di telefonate, e durante la settimana parecchie persone e anche giovani ossessionati dal suicidio e i loro familiari, persone vessate o disturbate, indemoniati – , l’esorcista ha spiegato, soprattutto a mamma e papà, come opera il demonio nella mente umana, e anche attraverso internet e i cartoni animati; e le armi spirituali per combatterlo.
Don Ermes, si aspettava tanta folla?
«No, perché era una bella giornata di sole. Sì, perché le tematiche spirituali sono da sempre di grande interesse, e poiché il diavolo espande sempre più dominio e violenza la gente è seriamente preoccupata».
E non sa, è il caso di dire, a che santo votarsi?
«Mancano la preghiera, i sacramenti, la vita vera in Gesù e spesso la gente bussa alla porta sbagliata: vanno da maghi, cartomanti, fattucchieri. Oppure da psicologi e psichiatri, seri e preparati, che possono dare sicuramente un aiuto, ma i mali spirituali e dell’anima li cura profondamente, e li guarisce completamente solo Gesù».
Chi è cristiano praticante è avvantaggiato?
«Non sempre, dipende dal suo livello di conoscenza del Signore. In certe parrocchie italiane, purtroppo, non vengono più insegnate da anni le armi del combattimento spirituale: come fare per sconfiggere ossessioni, tentazioni, paure che accomunano il genere umano, oppure sanare ferite, rancori, rabbie, maledizioni generazionali. Fin da bambini, al catechismo, si dovrebbero apprendere questi preziosi insegnamenti».
Un bambino riesce a vincere il demonio?
«Può. Intanto è più puro di un adulto e quindi sa meglio distinguere il bene dal male, poi se il suo piccolo cuore batte forte per Gesù sa benissimo come azzerare il potere del male».
Oggigiorno manca il supporto spirituale?
«Spiace confermare, ma è così. L’attività pastorale è sempre più ridotta. Prendiamo la ‘paura’, non quella che ci fa essere prudenti, ma quella ossessionante, angosciante. Ebbene, la ‘paura’ può essere uno spirito immondo, è scritto nel Vangelo, e come tale va cacciato nel potentissimo nome di Gesù. Il diavolo teme un cristiano vero, innamorato del suo Signore, perché può resistergli, mentre si prenderà gioco di chi vive nella mondanità, oppure di chi ha un solo piede in chiesa, la domenica»
Non bisogna essere esorcisti per combattere il demonio? «Ogni buon cristiano, in quanto battezzato, ha in sé l’autorevolezza per tenere lontano gli spiriti immondi. L’esorcista ha il suo ministero soprattutto, e in particolare, con i posseduti, i vessati gravi, insomma i casi più difficili».
Quanti spiriti immondi ci sono?
«Tanti. E’ un mondo violento, basta ascoltare i tigì. Tuttavia la battaglia, dice San Paolo, non è contro sangue e carne ma contro i principati e le potestà dell’aria, insomma è una vera battaglia spirituale».
Domenica ha istruito mamme, papà e figli. Ripeterà l’evento?
«Sicuramente. Sono spesso in giro, vado a portare il vademecum per il combattimento spirituale dove mi chiamano».