Minacciata col martello, lo sfogo della gelataia: "Il mio cuore a rischio per colpa del trauma"

Milena Mantovani è stata dimessa: "Ora spero di lavorare tranquilla". A difenderla era stato il candidato sindaco Luca Negrini

Milena Mantovani è stata dimessa: "Ora spero di lavorare tranquilla"

Milena Mantovani è stata dimessa: "Ora spero di lavorare tranquilla"

Modena, 4 aprile 2024 – La paura può uccidere. Lo choc durante la violenta aggressione è stato così forte da ‘incidere’ sul suo sistema cardiovascolare. È il trauma vissuto dalla 53enne Milena Mantovani, la gelataia di Calle di Luca che mercoledì della scorsa settimana è stata minacciata con un martello da un residente del centro storico. Proprio quel trauma, legato alla paura di essere uccisa ha fatto finire la 53enne in ospedale: proprio ieri Milena è stata dimessa dal Policlinico dopo essere stata sottoposta ad accertamenti nel reparto di cardiologia.

Ad aggredire la commerciante era stato il 42enne che vive nell’appartamento situato nella stessa palazzina della gelateria. A suo dire i condizionatori dell’esercizio commerciale producevano un calore così forte da rendergli la vita impossibile da due anni: l’uomo era finito in manette per resistenza e lesioni ma ora è in libertà, in attesa del processo. A salvare la vittima dall’aggressore era stato il candidato sindaco Luca Negrini che, con grande coraggio, era riuscito a bloccare il 42enne prima che colpisse la donna, poi colta da fibrillazione atriale.

"La situazione era seria ma i medici, che ringrazio, si sono adoperati per avere tutte le conferme sul fatto che i danni non fossero permanenti – ha spiegato la gelataia dal suo letto di ospedale –. Mi hanno consigliato di stare attenta a non avere ulteriori stress ed è ciò che mi preoccupa: spero di poter lavorare in tranquillità perchè questa volta è stata dolorosa ma è andata bene – commenta – la prossima non so. Se è andata bene è soprattutto grazie a Negrini che mi ha protetta. Non ho ancora idea di quale reazione emotiva potrò avere tornando lunedì al lavoro, ma mi hanno dato una terapia per affrontare il ritorno in quel posto, dove sono stata aggredita. L’unica cosa che chiedo è che mi venga garantita sicurezza".

La donna racconta di come l’aggressione fosse iniziata in gelateria: "Ero in uno spazio piccolo, con accanto la collega pietrificata e lui che brandiva il martello: è stata dura. Ho bisogno di serenità ora, lo choc è stato tanto". Accanto alla paziente, ieri, il direttore di cardiologia, professor Giuseppe Boriani: "La paziente è entrata per una grossa emozione: le emozioni hanno effetti marcati sul sistema cardiovascolare – spiega –. Possono scatenare eventi acuti che producono complicanze importanti. Abbiamo svolto indagini per valutare il caso è trattarlo appropriatamente: il risultato è più che buono".

Il professor Carlo Cappello, responsabile della degenza cardiologica sottolinea come, dopo la coronarografia, per la paziente sia stata instaurata una terapia. "Una terapia volta a tenere le coronarie aperte, affinché non vi siano danni sul cuore – afferma –. Spesso la forte emozione provoca danni coronarici e scompensi cardiaci importanti: oggi la paziente è stabile, asintomatica. In questi casi di forte stress – conclude – le situazioni possono evolvere in scompenso cardiaco che, fortunatamente, la signora non ha avuto ma non deve più subire ulteriori traimi così forti".

Presente ieri anche il dottor Fabio Sgura, responsabile di emodinamica: "Ho effettuato la coronarografia e ho tranquillizzato la paziente, poiché era molto agitata – sottolinea – per fortuna le coronarie non sono state danneggiate ma non dimentichiamoci che a volte le emozioni forti producono una ostruzione coronarica che, nei casi più gravi, può portare al decesso".