Sassuolo (Modena), 7 maggio 2021 - Stavano cercando Alessandro Venturelli, hanno trovato delle ossa di donna, che non si esclude possano appartenere a Paola Landini, scomparsa a 44 anni nel 2012. Giallo nel giallo a Sassuolo a conclusione di una battuta per recuperare tracce del 21enne che si è allontanato dalla sua abitazione il 5 dicembre scorso. Sembra scongelarsi così uno dei cold case più inquietanti di Modena.

L'aggiornamento Paola Landini scomparsa, il pm: "Indagini rapide su ossa e pistole"

Paola Landini e le ricerche tra i calanchi

La scoperta dei resti umani è avvenuta intorno alla zona del Tiro a segno di Sassuolo nel corso delle operazioni cui hanno partecipato polizia, protezione civile, vigili del fuoco e la squadra del Soccorso alpino e speleologico. Tra quella boscaglia e nei calanchi le squadre di ricerca erano passate più volte, battendo per giorni tutta la zona sud delle colline. Eppure nessuno era riuscito ad individuare il corpo che nella tarda serata di mercoledì è stato in parte restituito dal terreno. Prima sono stati notati alcuni indumenti poi è ‘riemerso’ il resto: frammenti ossei compatibili con lo scheletro di un corpo femminile. I resti erano sparpagliati sul terreno; nella zona la fauna selvatica è molto presente e potrebbe aver avuto un ruolo nel ‘far sparire’ o danneggiare alcuni frammenti ossei.

Sarebbero stati recuperati anche frammenti importanti della teca cranica. Importanti perché potrebbero fornire – nel caso di lesioni evidenti – una prima interpretazione di quanto accaduto. Ieri, in medicina legale, è iniziata la repertazione dei frammenti ossei così come delle parti di indumenti. Il lavoro medico legale di indagine, però, deve ancora iniziare e risulterà fondamentale per ricostruire la ‘storia’ di quelle ossa e per capire cosa possa essere accaduto quel 15 maggio del 2012 alla 44enne.

Sul posto, il pensiero dei presenti è andato appunto a lei, Paola Landini. In attesa della prova del Dna, nessuno può confermare che le ossa appartengano a lei. Ma accanto a quei frammenti sono state ritrovate anche due pistole: si stanno svolgendo accertamenti per sapere se sono le stesse armi che la donna aveva con sé il giorno della scomparsa e mai ritrovate. A corroborare l’ipotesi che possa trattarsi di lei è anche la vicinanza del punto di ritrovamento al poligono di tiro dove la donna collaborava assieme al compagno Roberto Brogli, direttore dell’impianto sportivo, e al figlio Luca Arletti, avuto dalla relazione con un’altra persona .

La donna, martedì 12 maggio di nove anni fa fece perdere le proprie tracce proprio dopo essere stata al tiro a segno. Senza la sua auto però, che rimase in sosta nel parcheggio di fronte agli uffici della struttura. Nell’abitacolo sono stati trovati quasi tutti i suoi effetti personali: la borsa con dentro le carte di credito, i documenti, i soldi, le chiavi. E due telefonini, uno dei quali ignoto alla famiglia che Paola utilizzava per dialogare con uno sconosciuto.

Quel 15 maggio sparirono anche due pistole, detenute legalmente nella casa che condivideva con Brogli a Fiorano. Cautela da parte della famiglia di fronte al ritrovamento. "Attendiamo la prova del Dna, per ora evitiamo qualsiasi valutazione", dice il figlio Luca, parlando a nome anche di sua nonna, la mamma di Paola, la signora Deanna Parmigiani, molto provata. Brogli invece preferisce non rilasciare dichiarazioni.

Se quei resti umani appartenessero alla donna si tratterebbe di caduta accidentale in uno dei dirupi, di omicidio o di suicidio? Difficile stabilirlo al momento. Era emersa, nel corso delle indagini,la pista dello stalker, un ex fidanzato di parecchi anni prima, che però ha un alibi inappuntabile.

Intanto resta il punto interrogativo anche sulla sorte del 21enne Alessandro Venturelli: la famiglia esprime la speranza che possa essere ancora vivo.