Quartieri e criminalità: "Ai giovani servono più luoghi di aggregazione"

La proposta del comitato della Madonnina dopo l’aggressione a due 13enni "Il problema non si risolve solo aumentando i controlli, bisogna agire sul sociale".

Quartieri e criminalità: "Ai giovani servono  più luoghi di aggregazione"

Quartieri e criminalità: "Ai giovani servono più luoghi di aggregazione"

Luoghi di aggregazione cercansi. Può riassumersi così l’appello lanciato dai residenti della Madonnina, a pochi giorni dall’aggressione di due 13enni da parte di un gruppo di coetanei in via d’Avia Nord mentre stavano raggiungendo la polisportiva del quartiere. Bottino? Poco più d 5 euro. L’episodio si aggiunge ad una lista ormai infinita di casi simili in giro per la città, tasselli di delinquenza che, oltre a espandersi a macchia d’olio tra centro e periferia, stanno destando preoccupazione e allarme. Per questo un gruppo di cittadini della Madonnina, per la maggior parte mamme e papà, chiedono un salto di qualità nell’offerta di spazi aggregativi.

"Siamo rimasti tutti impressionati da quanto successo, segno di un fenomeno che interessa tutti i quartieri – spiega Chiara Costetti, portavoce (oltre che del comitato ‘Respiriamo Aria Pulita’) del gruppo di genitori –. Sappiamo benissimo che il problema non si risolve semplicemente aumentando i controlli delle forze dell’ordine sul territorio: prima di tutto, infatti, va fatta un’analisi sociale di queste aggressioni. Chiediamoci come mai i ragazzi arrivano a passare il loro tempo a minacciare ed aggredire i coetanei, quasi come se fosse un gioco". Secondo le famiglie "dobbiamo domandarci come i giovani vivono i loro quartieri. Qui alla Madonnina è evidente che c’è una mancanza di luoghi capaci di interessarli e trascorrere il tempo libero. E dire che gli spazi non mancano: basta pensare, per esempio, alle polisportive, strutture che per lungo tempo sono state molto attive".

E’ evidente, aggiunge Costetti "che i tempi sono cambiati e queste realtà sono in difficoltà. Le polisportive sono il luogo più prossimo e sicuro a disposizione dei nostri ragazzi, lo erano un tempo e dovrebbero esserlo anche adesso. A fare la differenza sono le attività, spesso non così dirette all’aggregazione spontanea e attrattive. Un luogo di aggregazione deve essere percepito come tale dai ragazzi e non può rappresentare soltanto un aggregatore di proposte generiche". "E’ evidente – continua Costetti – che il modello di un tempo non funziona più e va aggiornato ai tempi. Proprio i giovani potrebbero essere la risorsa giusta per rilanciare le polisportive: chi meglio dei nostri figli può essere portatore di idee e modelli nuovi, nonché di attività innovative?".