Sessismo in accademia, testimonianze choc: "Cati trattava i soldati come cavalli"

Modena, dai verbali delle denunce emergono nuovi episodi di sessismo: "Soldatessa definita ragazza immagine". Un sottoposto per una dimenticanza sarebbe stato lasciato senza felpa per sentirsi come un animale

Il tenente colonnello Giampaolo Cati, ex capo del Centro Ippico Militare

Il tenente colonnello Giampaolo Cati, ex capo del Centro Ippico Militare

Modena, 22 febbraio 2024 – “Tu non devi stare dalla loro parte, sono come i cavalli, vanno domati, devono lavorare sempre sotto stress per averne il controllo". Questa la frase che il tenente colonnello Cati, attualmente sotto inchiesta, avrebbe detto a un soldato che tentava di mediare mentre lui discuteva con una sottoposta. "Mi chiamava ragazza immagine, specificando che questo fosse il mio più adatto impiego", riferisce inoltre una soldatessa.

Donne e uomini paragonati a cavalli, minacciati quotidianamente e sottoposti a continue umiliazioni. Questo il quadro che emerge dalle denunce sul ‘sistema Cati’: una gestione che creava, riferiscono le presunte vittime, un "clima quasi di sottomissione".

Si attende la fissazione dell’udienza preliminare per il tenente colonnello dell’esercito Giampaolo Cati, ex capo del Centro Ippico Militare dell’Accademia accusato di stalking ai danni dei suoi sottoposti, quattro donne e sette uomini, violenza privata con abuso dei poteri e di autorità. Le indagini sono state chiuse a gennaio ed ora l’ufficiale rischia di finire a processo per le pesanti accuse. Nelle tante denunce presentate a fine 2021 dai soldati, undici in tutto, emergono episodi inquietanti che avrebbero generato stati d’ansia e di angoscia tra i soldati.

"Ho visto colleghi piangere. Alcuni si sono rivolti a psicoterapeuti". Questo legato anche a riferiti scatti d’ira immotivati e improvvisi con calci agli oggetti da parte dell’ufficiale. "Non avevo messo la coperta a un cavallo – racconta un altro soldato – mi ha obbligato a togliere la felpa affinchè anche io mi sentissi ‘come il cavallo’". I soldati spiegano come Cati li avesse avvertiti: "Quello che succede nel Centro ippico deve rimanere nel Centro ippico. Se il clima non ti piace vattene – avrebbe gridato ad un altro – qui comando io: distruggere per avere il controllo".

Orari di lavoro assurdi, situazioni stressanti, riposi inesistenti avrebbero portato alcune delle presunte vittime a congedarsi. Vengono ribaditi poi "continui atteggiamenti sessisti" e allusioni verso le donne. "In occasione del trasferimento nella mia stanza di una collega omosessuale – viene riportato in un verbale – , io avevo esposto una problematica personale (dovuta ad esperienze mie passate) rispetto alla quale Cati avrebbe risposto: ’Così almeno puoi provare nuove esperienze’".

In attesa della fissazione dell’udienza preliminare i difensori del tenente colonnello si dicono convinti di poter dimostrare l’estraneità del proprio assistito rispetto ai fatti contestati. "Siamo certi di poter dimostrare – sottolineano gli avvocati Guido Sola e Francesca Romana Pellegrini – l’assoluta correttezza dell’operato di Cati".