Staccava la luce ai vicini e li minacciava con la candeggina: condannata

Pena di un anno e quattro mesi per la donna, 52 anni. Alcuni si sono dovuti trasferire. L’avvocato di parte civile: “Finalmente giustizia è fatta”

Stalking condominiale: a sinistra l'avvocata Nicoletta Tietto

Stalking condominiale: a sinistra l'avvocata Nicoletta Tietto

Modena, 20 marzo 2024 – Minacciava i vicini di ‘sfregiarli’ con la candeggina, mostrando loro la tanica. Non solo: seguiva quasi quotidianamente una coppia di coniugi 50enni, divenendo nel tempo il loro più grande incubo. Era talmente ossessionata dalla coppia che era arrivata a denunciarla per fatti inesistenti di continuo, chiamando sul posto le forze dell’ordine.

Sovente staccava pure la luce condominiale, spadroneggiando nell’area comune. Ieri la donna, una infermiera con mansioni amministrative di 52 anni, è stata condannata per stalking ad un anno e quattro mesi di carcere. La sospensione della pena è subordinata al pagamento delle provvisionali a favore delle tre parti civili. La donna, a seguito di perizia psichiatrica, è stata ritenuta capace di intendere e volere. La vicenda ha avuto inizio nel 2020 all’interno di un condominio di zona San Faustino. In particolare l’imputata aveva preso di mira due famiglie che, per lungo tempo, hanno vissuto come in un film del terrore. Secondo le accuse la 52enne staccava la luce di continuo oppure chiamava con frequenza le forze dell’ordine per segnalare problematiche inesistenti o assurde, come fughe di gas oppure pavimenti con scariche elettrostatiche, dove avrebbe ‘preso la scossa’. Ecco perché camminava nel suo appartamento con stivali di gomma. Uno degli anziani preso di mira e parte civile nel procedimento, difeso dall’avvocato Matteo Dorello (in questo caso la donna risponde di molestie) era spesso obbligato di notte a recarsi negli scantinati per riallacciare la luce.

L’altra coppia di cinquantenni, invece, rappresentata dagli avvocati Tietto e Bergami era stata minacciata in ogni modo. Secondo le indagini l’imputata girava nell’area condominiale con un bastone durante il lockdown, sostenendo di doverlo utilizzare per mantenere le distanze. (Era stata pure filmata). Una delle vittime l’aveva poi ripresa mentre la minacciava brandendo candeggina.

La 52enne era stata sottoposta inizialmente a divieto di avvicinamento ma, avendo violato il provvedimento, era finita prima ai domiciliari e poi in carcere. (Era stata arrestata per evasione dai domiciliari). Dopo di che l’imputata era tornata a casa, ‘controllata’ con il braccialetto elettronico.

La coppia parte civile al processo, un imprenditore edile ed una colf, si è vista nel frattempo costretta a cambiare abitazione ma, nel corso del procedimento, è emerso come gli inquilini del condominio, a seguito della presenza dell’imputata, cambiassero spesso. "All’esito del primo grado di giudizio, i miei assistiti sono soddisfatti che la giustizia, alla quale si sono affidati, abbia fatto il suo corso e sia stata riconosciuta la responsabilità dell’imputata – afferma l’avvocato Nicoletta Tietto –, il cui comportamento ha causato loro un vero e proprio calvario, per sottrarsi al quale hanno dovuto anche trasferirsi, nonostante continuino a pagare un mutuo per la loro abitazione.  I miei assistiti si augurano che la condanna interrompa definitivamente il comportamento persecutorio nei loro confronti".

L’infermiera è stata alla fine condannata ieri a un anno e quattro mesi di carcere, al risarcimento delle parti civili e alla rifusione delle spese processuali.