ANTONELLA MARCHIONNI
Cronaca

Arceci sette ore dal pm: "La verità verrà a galla"

Quasi sette ore davanti ai magistrati, poi l’uscita, con passo lento e volto tirato. Franco Arceci, ex capo di...

Quasi sette ore davanti ai magistrati, poi l’uscita, con passo lento e volto tirato. Franco Arceci, ex capo di gabinetto del l’ex sindaco Matteo Ricci, ha lasciato nel tardo pomeriggio la caserma della Guardia di Finanza dopo un interrogatorio fiume nell’inchiesta Affidopoli, che lo vede indagato per concorso in corruzione. Era affiancato dagli avvocati Maurizio Terenzi e Alberto Bordoni. "Io quando sono entrato ho detto che ero sereno ed esco altrettanto sereno – ha dichiarato ai cronisti –. Ho risposto a tutte le domande del magistrato e quindi ho fornito la mia piena collaborazione. Confido che quel che deve essere fatto venga fatto, che la verità venga a galla e che ci sia presto una conclusione dell’indagine". Il faccia a faccia Di Franco Arceci segue di 24 ore quello di Matteo Ricci e, in un confronto temporale, ha superato la durata dell’ex primo cittadino, ora eurodeputato in lizza per le regionali. L’avvocato Bordoni ha spiegato che Arceci ha reso dichiarazioni spontanee prima di rispondere punto per punto alle domande della sostituta procuratrice Maria Letizia Fucci e degli investigatori della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza, chiarendo le attività svolte nell’ambito dei mandati e degli incarichi ricevuti. E ha aggiunto: "Sono stati affrontati tutti gli argomenti e il dottor Arceci non si è sottratto ad alcuna domanda. È la persona più indicata per spiegare con grande efficacia e chiarezza il complesso funzionamento di una macchina come il comune di Pesaro. Ecco perché sono servite così tante ore. Confidiamo che questo chiarimento possa essere molto utile anche alla Procura per prendere le decisioni migliori".

Uno dei passaggi più delicati dell’interrogatorio ha riguardato le e-mail scambiate con Massimiliano Santini, considerato dalla Procura il regista occulto del sistema di affidamenti alle associazioni Opera Maestra e Stella Polare. "Si è parlato anche di quella e-mail – ha confermato Arceci – e sono stati forniti tutti i chiarimenti. Mi sembra che la Procura abbia ben compreso, avendo già svolto i propri accertamenti e riscontri". Ora toccherà agli inquirenti valutare se le spiegazioni fornite potranno incidere sull’impianto dell’inchiesta, che resta saldamente incardinata sui tre principali indagati: Matteo Ricci, Massimiliano Santini e Stefano Esposto e su altri 21 nomi considerati "satelliti". Dopo sette ore di domande e risposte, il messaggio di Arceci è chiaro: la partita non è chiusa, ma lui intende giocarla a viso aperto.

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