Nadia Cegolea, la figlia maggiore di Maria e Andrei Cegolea
Nadia Cegolea, la figlia maggiore di Maria e Andrei Cegolea

Pesaro, 15 agosto 2019 - Nadia Cegolea, la figlia di 23 anni della coppia di coniugi moldavi trovati morti domenica scorsa nella casa di via Chiaramonti (foto), a Pesaro, ha bisogno di aiuto, anche economico. Non per vivere, visto che Nadia lavora in una fabbrica in zona, ma per pagare le spese di trasporto della salma della madre nella natìa Moldavia. Al telefono, ieri, Nadia spiega: «Ho fatto un appello su Facebook rivolgendomi soprattutto alla comunità moldava. E in poche ore ho raccolto la somma che serviva: circa 4mila euro. Non ho fatto lo stesso appello in italiano perché sapevo che i moldavi di Pesaro avrebbero risposto alla mia richiesta di aiuto». Dice ancora Nadia: «Non pagherò i funerali di mio padre né mi preoccuperò di riportare la salma in Moldavia. Se lo vorranno fare, dovranno pensarci i suoi familiari d’origine, non io». 

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La ragazza cerca di interpretare la tragedia così: «Mia madre ha la colpa di non aver fermato mio padre prima. Doveva bloccarlo, denunciarlo, far intervenire i carabinieri. Se sapeva di essere in pericolo non doveva aspettare. A noi figlie diceva che era sempre tutto a posto, anche se noi sapevamo dei litigi e della gelosia ossessiva di mio padre. Ma la separazione di un anno fa aveva bloccato i litigi. Non c’erano più almeno in nostra presenza. Invece le discussioni quando non c’eravano noi continuavano fino a quella di venerdì, quando io e mia sorella siamo partite, con mio padre che voleva tornare per quindici giorni nella casa di mia mamma. Lei gli ha detto di no e questo credo che abbia scatenato tutto. Da figlia li perdono entrambi ma ora siamo rimaste io e mia sorella Andrea. Che è rimasta in Moldavia con i nonni e non so se tornerà mai più a Pesaro. Dobbiamo vedere e capire che cosa desidera. Io rimango a Pesaro, cercherò subito un’altra casa dove vivere, perché in via Chiaramonti non tornerò più se non per prendere le mie cose. Adesso devo andare dai carabinieri per le autorizzazioni al funerale che ancora non sappiamo quando farlo. Sono ospitata da parenti moldavi che vivono a Pesaro. Dopo il funerale riprenderò il mio lavoro. Adesso voglio solo pensare a quello che c’è da fare giorno per giorno».

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Ma Nadia aveva lanciato un appello sui social scrivendo in moldavo: «E’ difficile credere che non hai più i genitori, che nessuno si prenda più cura di te. Da 2 giorni io e mia sorella siamo sole al mondo, sentiremo per tutta la vita il vuoto nell’anima, un dolore continuo che non potremo mai più superare. Ma Dio si prenderà sempre cura di noi, non ho parole per descrivere tutta la situazione che è successa nella mia famiglia. Ma ci sono tante brave persone che vogliono aiutarmi col sostegno, un consiglio o un aiuto finanziario. Abbiamo bisogno di questo anche se non ho il diritto di chiedere niente a nessuno. Ma non ho altro modo. Non posso permettere che i miei nonni non vedano la figlia almeno per l’ultima volta. Grazie mille a tutti con tutto il mio cuore, e grazie a tutti quelli che sono con me ora perché ho molto bisogno di sostegno da parte dei parenti e degli amici ma sarò forte e combatterò sempre».