Il tappeto di fiori davanti all’ingresso della discoteca dopo la strage
Il tappeto di fiori davanti all’ingresso della discoteca dopo la strage

Senigallia (Ancona), 17 ottobre 2019 - La Procura ha bisogno di altri 6 mesi di indagini per fare chiarezza sulla tragedia di Corinaldo (Foto). Ma per le famiglie delle vittime non c’è più tempo. Per loro è già tutto molto evidente. Non vogliono aspettare ancora. E invece dovranno pazientare di nuovo prima di poter entrare in un’aula per avere giustizia. Il sostituto procuratore della Repubblica di Ancona, Paolo Gubinelli, ha infatti appena depositato una nuova richiesta di proroga delle indagini (video). La seconda, per il secondo filone che vede iscritti nel registro dorico 17 persone, tra sindaco, amministratori, funzionari, ingegneri, per la strage dell’8 dicembre scorso alla Lanterna Azzurra nella quale hanno perso la vita una mamma di 39 anni e 5 minorenni. Omicidio colposo e lesioni, le accuse contestate a vario titolo.

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Asia Nasoni

Una notizia, quella della nuova proroga, che non è stata accolta di buon grado dai parenti delle vittime. «Da tecnici – ha commentato ieri l’avvocato Irene Ciani, che assiste la famiglia di Benedetta Vitali di Fano – comprendiamo e capiamo le necessità e i tempi di indagini così delicate e complesse, ma sarà difficile spiegare ai familiari delle vittime che, a quasi un anno dalla strage, non si hanno ancora certezze sulle responsabilità. Siamo certi che si arriverà a fare giustizia ma tutte le famiglie attendono risposte». Poi punta il dito contro le istituzioni coinvolte. «Dopo i primi clamori di stampa – continua il legale – è calato il silenzio assoluto da parte delle varie amministrazioni che saranno chiamate a rispondere dell’immane danno arrecato a chi, quella notte, ha perso un figlio».

Corinaldo, arresti (foto Antic)

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Con la seconda proroga, la Procura vuole approfondire come si sia arrivati al rilascio dell’autorizzazione per l’attività di spettacolo e intrattenimento alla Lanterna Azzurra. Autorizzazione numero 4063, del 20 ottobre 2017, a firma dello «sportello unico delle attività produttive dell’Unione dei Comuni Misa-Nevola» concessa a Francesco Bartozzi.
I nuovi spunti di indagini nascono dalle relazioni dei consulenti tecnici. Spunti che per la procura necessitano di essere sviluppati, anche se le indagini, «nonostante siano state tempestivamente avviate non possono essere ancora concluse data la loro complessità».spunti di indagini nascono dalle relazioni dei consulenti tecnici. Spunti che per la procura necessitano di essere sviluppati. Tra i nomi del secondo filone, figurano personalità istituzionali, come il sindaco di Corinaldo, vigili del fuoco, agenti di polizia locale, tecnici che facevano parte della commissione comunale; ma anche consulenti esterni e professionisti che avevano lavorato per la famiglia proprietaria della discoteca. In tutto 17 nomi.