Castiglione di Cervia (Ravenna), 11 ottobre 2018 - Ci sarebbe stato un incontro, alcuni giorni prima, nel bilocale poi diventato teatro dell’efferato omicidio. In quel contesto gli investigatori non escludono un consumo di stupefacente, e che a portarlo sarebbe stata proprio la vittima di quello che a tutti gli effetti sembra delinearsi come un regolamento di conti finito nel sangue. È in questo scenario che si stanno indirizzando le indagini di Procura e carabinieri (video) sull’uccisione del pizzaiolo 43enne barese Rocco Desiante, trovato senza vita la notte tra sabato e domenica scorsi nell’alloggio di Castiglione di Cervia che un amico gli aveva messo a disposizione dal lunedì prima, nell’attesa che i familiari arrivassero dalla Puglia per riportarlo al paese di origine, Gravina. 

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L’autopsia ha chiarito che Rocco è stato picchiato selvaggiamente e poi finito con qualcosa simile a un tirapugni in metallo, come evidenziano quattro ferite a forma sferica trovate dietro la nuca. L’agguato risale quasi certamente alla notte tra mercoledì e giovedì, come confermano le testimonianze dei vicini del piano di sopra che, pur notando all’indomani sangue sulle scale, non diedero alcun allarme. Dunque, se l’uomo era in quella casa solo da lunedì ed è stato ucciso nella notte tra mercoledì e giovedì, l’incontro è certamente avvenuto in quei due giorni precedenti, verosimilmente proprio all’interno di quell’alloggio.

Dove, per forza di cose, poche persone erano al corrente che Rocco si trovasse lì. Il movente potrebbe dunque essere ricondotto a quel primo appuntamento, e spiegato con un debito, non per forza consistente, che la vittima avrebbe avuto. E l’analisi delle telecamere, quella comunale e quelle dei locali, aiuteranno a scorgere movimenti nei primi giorni della scorsa settimana. Di certo uccidere il debitore non è il miglior modo per riavere i soldi. Da qui una pista ulteriore. Quella spedizione – si cercano almeno due assassini – avrebbe dovuto essere solo punitiva, ma la reazione della vittima potrebbe avere scatenato la furia omicida degli aggressori.

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Ora si attendono i risultati delle analisi del Ris, che hanno tra i reperti da analizzare anche il contenuto del cellulare del 43enne per verificare con chi aveva avuto gli ultimi contatti. Che Rocco fosse caduto in un buco nero e che volesse tornare al suo paese proprio per cambiare vita lo ha confermato un amico di Ravenna, secondo cui tempo prima l’abbandono da parte della fidanzata, una giovane romena, era stato per lui un duro colpo. Recentemente aveva lasciato anche il lavoro nella pizzeria di Castiglione di Ravenna e aveva dovuto lasciare per morosità l’alloggio che condivideva con uno storico amico.