Don Claudio Crescimanno è originario di Modena e appartiene alla diocesi di Isernia
Don Claudio Crescimanno è originario di Modena e appartiene alla diocesi di Isernia

Casalgrande (Reggio Emilia), 6 dicembre 2021 - Si definiscono ‘comunità religiosa cattolica’. Ma, in realtà, per poter partecipare alla santa messa chiedono di svolgere un percorso formativo. A spiegarcelo, ieri mattina, è stato don Claudio Crescimanno, il sacerdote regolarmente ordinato, incardinato nella diocesi di Isernia-Venafro, che continua a celebrare messe (non autorizzate) nella cooperativa agricola S. Isidoro a Casalgrande Alta, al confine tra Reggio e Modena, malgrado la ferma condanna della diocesi di Reggio Emilia che, dopo aver informato la Santa Sede, l’ha diffidato.

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Lungo la strada, che porta al cocuzzolo della collina, dove si trova il capannone nel quale si riuniscono il sacerdote e i suoi seguaci, si trovano diverse chiese. Arrivati in cima, il cancello è ancora chiuso, ma c’è una signora ad aspettare. Le chiediamo se è lì per la messa e se possiamo partecipare anche noi: "La messa inizia alle 10,30 ma io sono arrivata prima per le confessioni – risponde –: certo che può partecipare, tutti sono i benvenuti".
In lontananza vediamo arrivare don Crescimanno, ha una tunica nera, aperto il cancello ci viene incontro: "Chi siete?" chiede. Gli spieghiamo di aver letto qualcosina in rete e che ci piacerebbe partecipare alla sua funzione ma lui ci invita ad andare via perché l’accesso è consentito solo ai fedeli di quella comunità. Il prete parla anche di un percorso formativo necessario per essere ammessi ma quando facciamo altre domande, ad esempio perché in rete si parla di "messe abusive" ci interrompe : "Non sono tenuto a rilasciare dichiarazioni e siete pregati di andare via".

La partecipazione, per quanto riguarda la domenica, è folta e non si limita ad una piccola cerchia di fedeli; è un continuo via vai di persone ma soprattutto di famiglie con bambini. Chiediamo ad un signore perché sia lì a seguire la santa messa e da quanto tempo vada. Ma soprattutto perché ha preso questa decisione: "La chiesa degli ultimi settant’anni è marcia, preferisco partecipare alla funzione di don Claudio, per di più è uno dei pochi che la celebra in latino". Effettivamente Crescimanno è conosciuto in questa zona per la celebrazione della messa tradizionale in latino.

"Stefano! Don Claudio ha detto di non parlare" urla una signora e è un attimo che davanti al cancello ci ritroviamo tre uomini a controllare: uno di loro invita i partecipanti ad entrare con le auto all’interno della cooperativa; gli altri due invitano le persone che arrivano a piedi, a non rivolgerci la parola.

"All’interno del capannone chi vuole indossare la mascherina può farlo, non ci sono obblighi" confessa una seguace.

Don Crescimanno è già stato protagonista, assieme all’assessore del comune di Sassuolo Corrado Ruini, di una trasmissione che ha trattato posizioni vicine al mondo dei no green-pass. Ruini, come si sa, è al centro di una polemica per l’intenzione di finanziare lezioni con sedicenti esperti no vax nelle scuole. Ed è proprio tra questo via vai di persone che si palesa lo stesso Ruini.

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Qualche domanda e veniamo quasi accerchiati: l’assessore del comune di Sassuolo, con toni aggressivi, quasi minacciosi, ci intima di andare via onde evitare di ritrovarci in una "brutta situazione". Il tutto senza dispositivi di protezione individuale ed avvicinandosi sempre di più, mancando di rispetto anche alle normative in materia di distanziamento sociale. Alcuni fedeli sbeffeggiano quando puntualizziamo le normative anti contagio e qualcun altro invece esordisce con frasi del tipo "non conosco le parole ‘no vax’ e ‘no green-pass’".