Coriano (Rimini), 23 ottobre 2021 - Dieci anni sono passati da quell’attimo. In Italia era un mattino d’autunno, mentre in Malesia, sul circuito di Sepang, le moto erano pronte a partire. Alla tv erano attaccati, come sempre, i tifosi di Marco Simoncelli (FOTO).

Era una Coriano ancora avvolta nel sonno che di colpo si ritrovò a precipitare in un incubo. La gara era ai primi giri, il 24enne Marco stava dando battaglia tra i primi, attaccato al gas anche quando la moto in uscita dalla curva Kenyr Lake Corner cominciò a scivolare via.

Marco ci si aggrappa, non vuole mollare ed è lì che la moto prende una traiettoria inaspettata e chi arriva da dietro, Colin Edward e Valentino Rossi, non hanno alcuna possibilità di evitarlo. Un urlo strozzato in gola, poi il silenzio. Il ragazzo è a terra, non si muove, arrivano i soccorsi mentre il paddock ammutolisce. Poche ore dopo arriverà la notizia del decesso del Sic.

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Da quel momento in poi accadde qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato. Sfidare il limite è qualcosa che succede ogni volta che i campioni scendono in pista. Il rischio è un compagno di viaggio e quando c’è da piangere un ragazzo o un uomo i tifosi e gli appassionati gli porgono un omaggio. Ma con Marco non succede questo.

La scalinata della chiesa nel centro di Coriano in poche ore si riempie di fiori. Poi vengono appesi i teli con il suo numero, il 58. Nei giorni a seguire i fiori aumentano e continueranno a farlo per settimane. Arrivano in processione a Coriano persone che fino a quel momento non seguivano nemmeno le gare in tv.

C’era qualcosa in quel ragazzo dai riccioli d’oro che andava oltre le corse, oltre la passione per le moto. “Ecco adesso il sorriso di Marco si vedrà fino al mare” dirà il padre Paolo durante l’inaugurazione del centro per ragazzi disabili, nel gennaio del 2019, voluto dalla famiglia Simoncelli. Un sorriso che mostrava un’anima capace di entrare negli occhi e nel cuore di migliaia di persone disseminate nel mondo.

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Marco Simoncelli, l'anniversario

Una piccola e intima cerimonia per ricordare un ragazzo indimenticabile e nel cuore di tutta la Riders' Land. Oggi pomeriggio sulla collina che domina la curva più inquadrata a MWC è stata messa a dimora 'La quercia del Sic', in memoria di Marco Simoncelli. Sono intervenuti il padre dello sfortunato pilota, Paolo Simoncelli, il presidente della Santa Monica SpA Luca Colaiacovo e Carmelo Ezpeleta, CEO di Dorna Sport. Insieme a loro alcuni stretti amici personali della famiglia del Sic. "Le coincidenze spesso ci conducono a vivere momenti emozionanti ed oggi è uno di questi - ha detto Luca Colaiacovo - Oggi ci tocca davvero il compito più duro, salutare Marco. Che il decennale dalla scomparsa di Marco avvenisse nel weekend di una MotoGP nel circuito a lui intitolato, nessuno poteva immaginarlo. Abbiamo pensato di mettere a dimora 'una quercia alla curva della quercia', riportando dopo quasi 40 anni questa pianta simbolo di forza e di rinascita a dominare la famosa curva. Questo e' un weekend di grandi emozioni, quella di oggi è davvero particolare e molto forte".

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Sempre a Misano, questa sera in piazza della Repubblica, è stata accesa la Honda Gresini MotoGp del Sic il cui rombo risuona ogni sera, alla stessa ora, nel locale Hochey di Paolino. Inoltre durante il fine settimana il Museo del Sic, nelle sale del Teatro nel paese di Coriano, resterà aperto, incluso il lunedì (25 ottobre), al mattino e pomeriggio.

I compleanni di Simoncelli

In questi dieci anni non sono stati gli anniversari della scomparsa a muovere il popolo del Sic, ma i compleanni. Fin da subito, a partire dalla famiglia, venne deciso che quel sorriso doveva rimanere tale. Così per anni non si è ricordata la scomparsa, ma il suo compleanno con un maxi evento tutto da ridere il 20 gennaio. Proprio così, partendo da Sergio Sgrilli, che ne era un amico, sono saliti sul palco Duilio Pizzocchi, Paolo Cevoli, Giovanni Cacioppo, Paolo Migone e tanti altri nelle varie occasioni in cui si è festeggiato, da Rimini a Milano e Bologna.

La Fondazione Marco Simoncelli

“Marco è qui con noi a disputare un'altra corsa: questa”. Così si presenta la Fondazione che porta il nome del campione. Da subito la famiglia ha compreso che l’ondata di affetto e la voglia delle persone non solo di ricordare Marco, ma di andare oltre, di dare ali a quel sorriso, non poteva rimenare inascoltata.

Nacque così la Fondazione che da subito ha cominciato a raccogliere fondi da destinare a progetti nel campo del sociale. A fare parte del direttivo sono anche Carlo Pernat e il giornalista Paolo Beltramo. “Chiunque siano le persone che la Fondazione aiuterà, cercheremo di essere come Marco sarebbe stato: sereni, decisi, onesti, puri, creativi, allegri. Cercheremo di farlo come l'avrebbe fatto lui, come lo faceva lui”.

Lavora in Fondazione anche la fidanzata del Sic, Kate Fretti, che aveva 22 anni all'epoca della tragedia. "Accade di pensare a Marco ogni giorno, non solo a un anniversario", racconta in una recente intervista. 

​Centro per disabili

Questa è stata l’opera più importante che la Fondazione ha affrontato fino ad oggi. L’hanno chiamata la Casa del Sic. E’ un centro per ragazzi disabili. Un edificio di tre piani per una superficie complessiva di 1.500 metri quadrati con piscine riabilitative, una palestra e un parco giochi. L’inaugurazione nel giorno del compleanno di Marco il 20 gennaio del 2019. Ad aiutare la fondazione nel progetto è stato anche Carlo Ezpeleta, responsabile di Dorna, che ha acquistato la moto del Sic all’asta per 58mila euro”.

Monumento e Museo Marco Simoncelli

Quando i gradoni della scalinata che porta alla chiesa nel paese di Coriano non riuscirono più a contenere i mazzi di fiori dedicati a Marco, dal Comune alla famiglia ci si rese conto che andava fatto di più. Accadde tutto molto velocemente. Già un mese dopo la scomparsa del pilota si cominciò a parlare di intitolazioni e soprattutto di un monumento. Il luogo scelto fu la piccola piazzetta dove cominciarono a comparire i fiori. Ma non poteva bastare un semplice ricordo e soprattutto la famiglia non voleva limitare il tutto a un luogo per commemorare Marco. La storia, i risultati e la forza di quel ragazzo andavano trasmessi ed è da qui che nacque il museo, che si trova davanti al monumento, nelle sale interne al palazzo del Teatro Corte. Una collezione di moto, immagini, tute, minimoto e tanto altro attraverso cui ripercorrere la storia del Sic.

Il cuore di Liviero

Per l’anagrafe si chiama Oliviero Bucci, ha 65 anni e vive a Coriano. Per tutti è Liviero, quell’uomo che al mattino si sveglia a va a pulire e sistemare l’area del monumento del Sic. Ha cominciato a farlo pochi giorni dopo la scomparsa del pilota quando Coriano era diventato meta di una processione senza fine. Inizialmente a mettere ordine erano in quattro o cinque, ma con il passare degli anni è rimasto solo Liviero. “Mi viene naturale farlo, a Marco volevo bene”.

Da quel momento si è alzato al mattino presto almeno un migliaio di volte per sistemare il monumento. E non si è limitato a questo. “Sulla facciata di casa ho fatto riprodurre l’immagine del libro scritto da Paolo Beltramo con la Scritta ‘Grazie Marco per le emozioni che ci hai fatto vivere”’.

Moto raduno e benedizione

La processione a piedi fin sul paese dei primi giorni con in mano i mazzi di fiori si trasformò con il passare del tempo in un corteo rombante di moto. Il Motomemorial portava di anno in anno almeno un migliaio di moto nel cuore di Coriano, nei luoghi del Sic. E appena arrivati i motociclisti erano accolti da don Stefano Sargolini, che girava per le strade in Ducati e in occasione del raduno benediva i motociclisti. Nonostante la pandemia è stato organizzato anche quest’anno portando svariate centinaia di motociclisti tra Coriano e Misano.

L’autodromo

Il nome del Sic non poteva rimanere lontano alle corse. Già nei primi giorni dopo la tragedia venne lanciata l’idea sul web. Una petizione che rispondeva a una domanda: Vuoi intitolare il circuito di Misano a Marco Simoncelli? In pochi giorni vennero raggiunte le 150mila adesioni. Lo stesso Guido Meda che ne aveva raccontato le imprese tante volte disse: “Se intitoli il circuito di Misano a Marco, non sbagli”. Oggi l’autodromo si chiama Misano World circuit Marco Simoncelli. Nel 2014 oltre al circuito, è stata realizzata una scultura di marmo alta quattro metri all’interno della rotonda che porta al circuito, lungo la via del Carro.