Rimini, 9 ottobre 2018 – Adesso è ufficialmente accusato di omicidio. È stata notificata in carcere al presunto responsabile, un albanese, l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Rimini per l’omicidio di Makha Niang, 27enne senegalese freddato a Rimini  nella notte tra il 17 e il 18 aprile a colpi di pistola. Il suo killer avrebbe sparato senza un motivo apparente due colpi di magnum 35 contro il giovane aiuto cuoco mentre era seduto su una panchina della 'Camminata degli artisti' di San Giuliano.

Omicidio a Rimini, nel rquadro la vittima Makha Niang (Migliorini)

Omicidio di Rimini, c'è un video del momento degli spari

Con la misura si conclude l’indagine sulla morte del giovane aiuto cuoco, avvenuta il 18 aprile a San Giuliano. Per il delitto gravi indizi avevano già portato gli investigatori sulle tracce dell'albanese, arrestato con un complice per altri fatti, all’indomani dell’agguato mortale al 27enne.  Secondo gli inquirenti, il senegalese è stato "vittima casuale" di delitto senza movente e per futili motivi.

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Omicidio di Rimini, il procuratore: "Non escludiamo la pista dell’odio razziale"

I due sono in carcere perché trovati in possesso di una pistola e ritenuti dagli inquirenti gli autori degli spari contro una palazzina di Sant’Ermete.