GIACOMO GIAMPIERI
Cronaca

In fila per il vaccino. "Prego Daniela, passi pure"

La 50enne con la sindrome di Down ha vinto le sue paure. "C’erano 30 persone in coda e ci hanno dato la precedenza, non lo dimenticherò"

di Giacomo Giampieri

Il Leopardi, su queste colonne, lo abbiamo definito più volte come luogo della socialità riconvertito a luogo della rinascita. Stavolta lo definiamo con dei termini, speriamo ancora più efficaci, per dare misura di quanto accade nel grande salone del circolo falconarese: è anche il luogo dell’umanità. Lo facciamo nel raccontare quanto accaduto ieri, in pieno pomeriggio, durante l’ennesima giornata di vaccinazione. Quando dalla porta rossa ha fatto capolino Daniela Auriemma, splendida e solare 50enne della città, che ha fatto della sindrome di Down con cui convive un punto di forza per andare avanti, nonostante tutto, con coraggio e voglia di vivere. Daniela, come racconterà poi la zia, ha avuto paura fino ad oggi di ricevere la sua dose anti-Covid. Ma, supportata dai familiari, ha trovato grinta e determinazione per recarsi nella struttura di via dello Stadio e farsi vaccinare. Dicevamo dell’umanità. Appena entrata, Daniela aveva trenta persone davanti. Non proprio due. Tutti, subito, capendo la sua reticenza al vaccino, le sue legittime paure, hanno fatto sì che l’attesa potesse trascorrere via serena. Con una battuta, una carezza e soprattutto lasciandole il proprio posto e facendole "balzare", per una volta senza alcuna accezione negativa, la fila. Al momento del suo turno, Daniela ha ringraziato con commozione e felicità i sanitari e i volontari del Leopardi. Dunque si è messa in un angolo, come gli altri, ad attendere i quindici minuti prima di tornare verso casa. Perché no, con un applauso di chi era presente. Che ha compreso del grande atto di coraggio di Daniela, che ha sconfitto una sua paura e si è "ripresa" parte della normalità privata dal maledetto virus. "Abbiamo accompagnato Daniela che è una fifona – ci ride su Lidia Fontana, la zia, operatrice della Protezione civile di Falconara, che i corridoi del Leopardi li conosce benone –. Era assolutamente contraria a fare il vaccino: poi, anche parlando in famiglia, si è convinta che quello poteva essere uno strumento per tornare a vivere con maggiore serenità e sicurezza. Appena arrivati siamo stati molto fortunati. C’erano tante persone. E tutti – qui lo dice con commozione – ci hanno lasciato passare avanti per far prima. Ora ha ricevuto la prima dose ed è contentissima. E ci tiene, tramite le mie parole, a ringraziare gli angeli del Leopardi, medici, infermieri e volontari, e le persone presenti che hanno capito la sua necessità, alleviandole quegli interminabili momenti di tensione. Non scorderò mai questo giorno". In un pomeriggio qualunque, nel luogo dell’umanità.