SARA FERRERI
Cronaca

Tetraplegico risarcito, il Comune sborserà 700mila euro: “Ma così andiamo in default”

Ancona, l’allarme del sindaco di Monsano dopo la sentenza che li ha condannati a risarcire il ragazzo vittima di un incidente in piscina. "La società è fallita e l’architetto è deceduto: resta il commissariamento"

Monsano (Ancona), 8 novembre 2023 – “Abbiamo accantonato delle cifre, dai 15 ai 20mila euro ogni anno, negli ultimi otto, poco dopo che mi sono insediato proprio per il risarcimento a questo ragazzo e per la relativa causa che rischiava e rischia di mandare in dissesto le casse del nostro piccolo Comune, ma probabilmente non sarà sufficiente". A parlare è il sindaco di Monsano Roberto Campelli che si trova a dover affrontare il risarcimento di 632mila euro (da rivalutare e quindi vicino ai 700mila euro) stabilito con sentenza emessa nei giorni scorsi dalla Corte di Cassazione di Roma (sezione civile). Condannati in solido per l’incidente nel quale venti anni fa l’allora 17enne Leonardo Pigliapoco, bagnino nell’acquaparco di Monsano, è diventato tetraplegico, sono il Ministero dell’Interno, il Comune di Monsano, l’architetto che ha progettato la struttura (poi chiusa) e la società che la gestiva.

Il sindaco e Leonardo Pigliapoco
Il sindaco e Leonardo Pigliapoco

«Probabilmente il Comune dovrà sostenere pressochè da solo quella spesa – spiega Campelli amareggiato – visto che la società proprietaria della struttura in fallimento ha il titolare irreperibile anche se sappiamo che è a Santo Domingo, l’architetto è deceduto con i figli che hanno rinunciato all’eredità. Resta il Ministero ma se non ottempererà dovrà essere il Comune in solido a risarcire. Non abbiamo nulla contro la famiglia Pigliapoco a cui va tutto il nostro rispetto. Avevamo proposto loro di versare la somma accantonata in questi anni, sacrificando dei servizi per i cittadini di Monsano. E invece siamo arrivati alla sentenza che fa riflettere sulla giustizia nel nostro Paese. Dopo 20 anni dall’incidente e dopo l’assoluzione di fatto dal punto di vista penale si condanna al risarcimento una società fallita, un architetto deceduto e il Comune che non aveva voce in capitolo sulla questione come abbiamo cercato di eccepire in giudizio, facendoci carico tra l’altro di 50mila euro di spese legali in questi anni".

Ma la Cassazione ha giudicato il Comune corresponsabile in quanto delegato alla verifica dell’idoneità assieme alla commissione provinciale di vigilanza che aveva dato l’ok all’agibilità di una struttura che presentava gravi carenze sotto il profilo della sicurezza e dell’incolumità pubblica. "Il Comune doveva vigilare e l’ha fatto – spiega il primo cittadino – visto che è stato posizionato un materassino per attutire i colpi del muretto così come era stato richiesto dopo un incidente precedente a quello di Pigliapoco. Tra l’altro il destino ha voluto che quel materassino ha fatto come da freno e catapulta a quel ragazzo che ha battuto il cranio sul bordo piscina".

«Valuteremo nelle prossime ore i contenuti della sentenza e come muoverci – spiega ancora il sindaco Campelli – ma il rischio commissariamento è purtroppo concreto. Oltre a questo risarcimento infatti rischiamo che l’Inail che aveva riconosciuto un indennizzo milionario per quello che è stato inquadrato come infortunio sul lavoro, si rivalga proprio su chi è stato condannato al risarcimento. Ci auguriamo davvero che questo non accada"