GIACOMO GIAMPIERI
Economia

Ferretti Group lancia Ancona: "Un polo della nautica di lusso"

L’ad Galassi: "Ha i requisiti per diventare centro d’eccellenza". Inaugurata la sede di Superyacht Yard

L’ad di Ferretti Group Alberto Galassi e il nuovo headquarter della Superyacht Yard

L’ad di Ferretti Group Alberto Galassi e il nuovo headquarter della Superyacht Yard

Ancona, 12 dicembre 2023 – Investimenti, continui. E crescita: nel fatturato, nella produzione e negli standard di efficienza degli stabilimenti. È la mission di Ferretti Group che, ieri, ha inaugurato il quartiere generale della Superyacht Yard di Ancona. Il nuovo polo di via Mattei accoglierà la direzione, il dipartimento di progettazione e il reparto dedicato alle imbarcazioni in alluminio e acciaio. Trattasi di uno spazio di 4.200 metri quadri, moderno e tecnologico, che si ispira, persino nella scelta dei materiali, ai prestigiosi superyacht e navi da diporto prodotti dalla multinazionale italiana. Un altro grande traguardo per il gruppo leader nella cantieristica basato a Forlì che vuole però concorrere allo sviluppo del porto di Ancona.

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Alberto Galassi, ad del gruppo, in che modo volete essere protagonisti di questa crescita?

"Investendo. Abbiamo 80mila metri quadri di cantiere, ne vorremmo di più. Quest’anno abbiamo varato 21 navi Custom Line dai 30 ai 45 metri, che costano tra 10 e 24 milioni di euro, cui si aggiungono tre navi Cnr e altre in costruzione (Pershing e Riva). In più ci siamo dotati di questa palazzina-show room. La nostra è un’azienda che chiede spazio. E questo significa anche un’altra cosa".

Quale?

"Che la clientela viene volentieri ad Ancona. L’accessibilità è garantita da un aeroporto eccezionale vicinissimo, la città è servita dall’autostrada e dall’alta velocità ferroviaria, la stagione estiva sul Conero offre tanto, ci sono un indotto e un clima favorevole rispetto al nord Italia. Non capisco perché Ancona non debba diventare un centro d’eccellenza mondiale per la nautica da diporto di lusso. Non parlo solo di noi, che dimensionalmente abbiamo qualcosa in più e siamo quotati su due mercati, Milano e Hong Kong. Ma anche dei concorrenti. La filiera nautica dovrebbe investire come noi su questo territorio perché ti ripaga".

Cosa migliorare sulle infrastrutture, però?

"Occorre fare un mezzo miglio in più, guidati dalle attività economiche. La nautica del porto e la grande cantieristica dimostrano una ricaduta importante sul territorio. Sul Pil nazionale la nautica da diporto pesa per 5/6 miliardi. È un’eccellenza da sostenere".

Poi c’è questo nuovo headquarter.

"Ci siamo sviluppati riqualificando un edificio esistente in 12 mesi, mentre il nostro personale, che ringrazio, ha potuto continuare a lavorare grazie ai lavori effettuati ‘in altezza’. Un ambiente di qualità fa anche qualità di prodotto e incide positivamente sulle relazioni coi clienti e sullo sviluppo del brand. Ma non è sfarzo: dal 2017 abbiamo venduto cento navi senza questa sede. Averla, però, ti riposiziona e i tuoi dipendenti si sentono parte di un’azienda straordinaria".

Obiettivi futuri su Ancona?

"Visti i risultati del 2023, l’obiettivo minimo è la produzione di 21 navi, tutte già vendute".