Controlli in discoteca
Controlli in discoteca

Bologna, 17 dicembre 2018 - Divertimento fa rima con sicurezza. Non solo mosse di ballo acrobatiche, tacchi che danzano in pedana, ‘cin cin’ di bicchieri e bottiglie che si svuotano: la priorità nelle serate bolognesi, ora, sono i controlli a tappeto. E’ il risultato di un giro di vite deciso avviato dalla questura e ascoltato a orecchie aperte da club e discoteche: sulla sicurezza, non si scherza.

LEGGI ANCHE Tragedia a Corinaldo, 6 morti in discoteca

Ne è capostipite il Numa, locale di punta della movida nostrana, che già da quattro anni ha deciso di consentire l’ingresso nelle serate più gettonate esclusivamente ai maggiorenni. Il documento viene chiesto rigorosamente a tutti: chi non ha diciotto anni, può tornare a casa. Ma l’età, spesso, non è sinonimo di maturità: è così che la discoteca di via Calzoni ha deciso di dotarsi, dall’inizio di quest’anno, anche di uno strumento ulteriore: l’alcol test. Un dispositivo uguale in tutto e per tutto a quello usato dalle forze dell’ordine, declinato i tre gradi di ebbrezza: verde, giallo (pari a 0.5) e rosso, oltre il limite.

LEGGI ANCHE In più di mille a Marotta per Asia Nasoni - L'inno della Sampdoria per l'addio a Mattia Orlandi

FIORIGC_35545273_111856

L’obiettivo non è quello di colpire o segnalare agli agenti chi sgarra, ma operare un ulteriore scrematura all’ingresso ed evitare di far entrare chi potrebbe creare problemi o diventare fastidioso. «È un altro strumento di tutela che abbiamo deciso di concederci, proprio come il divieto d’accesso ai minorenni, che nonostante questo insistono nel provare ad entrare – spiega il pr Davide Di Noi –. L’alcol test, poi, non è vincolante: il personale di sicurezza all’ingresso può decidere in totale autonomia di lasciar fuori anche chi non raggiunge un livello particolarmente elevato, ma dimostra fin dal primo sguardo una tendenza a diventare molesto».

LEGGI ANCHE Libero il 17enne dello spray - GUARDA Tutti i video della tragedia

Non solo alcol, però, perché al Numa l’attenzione è massima anche per quanto riguarda i dispositivi di metallo: veri e propri metal detector portatili, che funzionano come quelli negli aeroporti o nelle stazioni. «Purtroppo abbiamo avuto di recente qualche episodio di spaccio – continua Di Noi –, represso immediatamente anche grazie all’intervento di alcuni agenti in borghese che tengono d’occhio la vita all’interno del locale. Capita soprattutto durante i grandi concerti, quelli con ospiti internazionali in grado di richiamare ragazzi da ovunque. Ma l’allerta non cala mai».

Asia Nasoni

Anche il rapporto tra flusso di persone e capienza del locale, ovviamente, rappresenta un aspetto da tenere sotto osservazione: i buttafuori del Numa comunicano direttamente con il personale in discoteca, che detta i tempi per far defluire la coda grazie ad alcuni blocchi di bracciali, utili per tener monitorato il numero di clienti già entrati. «Capita spesso che molti rimangano fuori – chiosa il pr –, non potrebbe essere altrimenti: nelle serate importanti c’è davvero molta frequentazione, e qualcuno finisce innegabilmente per aspettare parecchio tempo». Anche i locali più piccoli non sono da meno per quanto riguarda la sicurezza: è il caso dell’Hobby One, club di via Mascarella tra i più frequentati del centro storico. Documenti, controlli nelle borse e negli zaini e tolleranza zero verso chi disturba: il pugno duro non arretra neanche nelle discoteche di dimensioni più contenute.