I portici di Bologna, meraviglia bolognese, sono patrimonio dell'Unesco
I portici di Bologna, meraviglia bolognese, sono patrimonio dell'Unesco

Bologna, 28 luglio 2021 - L'insperato dopo la doccia fredda di maggio: i porticimeraviglioso sistema di 62 chilometri che solcano la città in lungo e in largo, sono a sorpresa diventati patrimonio dell'Umanità Unesco. La decisione è arrivata al termine di una sessione straordinaria celebrata all'Unesco, che di fatto ha ribaltato la decisione del suo organo consultivo Icomos, che aveva bocciato il dossier bolognese. Ma la mozione diplomatica ha vinto, e Bologna porta a casa un riconoscimento importantissimo, dopo Montecatini Terme e Padova. Fondamentale il lavoro del Comune, con l'assessora Valentina Orioli, e della sottosegretario bolognese alla Cultura, Lucia Borgonzoni. Che esulta: "Un magnifico risultato per Bologna e l'Italia: siamo sul tetto del mondo, abbiamo due siti in più tutelati rispetto alla Cina". "Ancora una bella giornata per il patrimonio culturale nazionale", è il commento soddisfatto del ministro Dario Franceschini: "Si tratta di un risultato straordinario frutto di un'intensa e costante azione di diplomazia culturale e della stretta collaborazione tra Governo, enti locali e associazioni".

Silvia Avallone: "I portici di Bologna sono stati una guida" - Bologna e l'Unesco, Franceschini: "I portici hanno valore mondiale" - Portici di Bologna: 62 chilometri di storia. Quando sono nati e curiosità

I 12 tratti 'promossi'

Nella candidatura a patrimonio mondiale dell'umanità, non sono stati presentati tutti i 62 chilometri, ma solo 12 tratti "secondo un criterio di rappresentatività", ecco quali sono: Strada porticata di santa Caterina, pizza Santo Stefano, portici del Baraccano, strada porticata di Galliera, portici commerciali del Pavaglione e piazza Maggiore, portico devozionale di San Luca, portici accademici di via Zamboni, portici di piazza Cavour e via Farini, portico della Certosa, edificio porticato del quartiere Barca, portici trionfali di Strada Maggiore, edificio porticato del MamBo.

Merola: grande onore

"Un’immensa soddisfazione e un grande riconoscimento che ci rende felici. L’iscrizione dei portici di Bologna tra i siti patrimonio dell’umanità UNESCO è il raggiungimento di un obiettivo da tempo perseguito ed è il riconoscimento del grande lavoro di questi anni portato avanti dalla vicesindaca Valentina Orioli e da tutta la struttura che ha dedicato a questa causa passione, competenza e capacità di relazione. Un grande ringraziamento al Ministero della Cultura, al ministro Dario Franceschini e alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni, al Ministero degli Esteri col consigliere Paolo Bartorelli e all’Ambasciatore d’Italia presso l’Unesco Massimo Riccardo. Questo titolo rappresenta un grande onore e una grande responsabilità per Bologna, saremo all’altezza di questo riconoscimento", è il commento entusiata del sindaco Virginio Merola.

Festeggia sui social anche l'assessore e candidato sindaco Matteo lepore che si complimenta con Merola per il risultato raggiunto e sottiliena: "Un abbraccio particolare ai cittadini della Barca. Ci siete anche voi dentro, con il vostro Treno".

"Un risultato importante per la mia Città e per tutto il Paese. Un riconoscimento doveroso ad una eccellenza artistica e storica, unica nel mondo. Grazie alle istituzioni che hanno lavorato a questo risultato, dal Comune di Bologna al Ministero della Cultura", esultya anche Andrea De Maria, deputato Pd e Segretario di Presidenza della Camera

Padova patrimonio Unesco grazie agli affreschi del Trecento

Bonaccini

"Una notizia bellissima - esaulta anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - uno straordinario riconoscimento per la città di Bologna e per l'Emilia-Romagna".

Il rettore Ubertini

"La notizia del riconoscimento mi riempie di gioia e di soddisfazione", commenta il rettore Francesco Ubertini. Così anche l'Alma Mater festeggia la nomina dei Portici a patrimonio dell'umanità Unesco. "È un traguardo che arriva al termine di un lungo percorso guidato con competenza e determinazione dal Comune di Bologna, a cui anche l'Alma Mater ha offerto con entusiasmo il suo contributo. I portici bolognesi sono non solo un preziosissimo patrimonio artistico e architettonico, ma sono anche un simbolo secolare di accoglienza, di incontro e di inclusione: valori che da sempre hanno definito la storia e l'anima di questa città, e della sua Università".

L'Arcivescovo Matteo Zuppi

L'Arcivescovo Matteo Zuppi in un messaggio al Sindaco ha espresso la propria soddisfazione e la "grande gioia" per questo riconoscimento. "I portici sono la città che si fa casa e la casa che si fa città, accoglie e ci accoglie". Zuppi più volte in questi anni nei suoi interventi ha fatto riferimento alla bellezza dei portici, per questo ha anche affermato che "questo riconoscimento è una buona cosa. I portici esprimono anche nell’architettura il luogo dell’accoglienza e della fraternità, dell’incontro e della vicinanza, dove tutti sentono una protezione e possono camminare insieme". E pensando a quel tratto più lungo che sale alla Madonna di San Luca ha aggiunto: "È così caro ai bolognesi, sentito e vissuto da tutti, è un luogo che ci unisce verso il punto più alto e spirituale di Bologna. Rappresenta il nostro 'cammino di Santiago de Compostela' dove tutti sono aiutati a camminare, a salire, a cercare e, come pellegrini, ad ammirare quella bellezza".

Il sistema portici

Un reticolo di 62 chilometri, di cui 42 solo nel centro storico, che caratterizzano il centro di Bologna e ne fanno da sempre un segno distintivo della città che nei portici che costeggiano le sue vie e le sue piazze trova - da sempre - tracce della sua identità più intima e vera.  Bologna lavorava da anni alla candidatura, avendo presentato i portici come il simbolo di "uno stile di vita urbano sostenibile, in cui gli spazi religiosi e civili e le abitazioni di tutte le classi sociali sono perfettamente integrate".

I portici, a Bologna, sono infatti allo stesso tempo un modello architettonico e sociale, portato avanti con coerenza nel corso dei secoli. Una specie di congiunzione tra lo spazio pubblico e lo spazio privato. I fiori all'occhiello della candidatura, in particolare, erano il portico dei Servi e quello di San Luca, il più lungo del mondo, che collega la città con il Colle della Guardia dove si trova il santuario mariano. Ma anche le sue declinazioni più moderne, come quelle del quartiere periferico della Barca.