Villa Inferno a Pianoro (Foto Schicchi)
Villa Inferno a Pianoro (Foto Schicchi)

Bologna, 16 gennaio 2021 - Continuano le vicende giudiziarie legate a Villa Inferno. L’inchiesta – mentre è ormai chiusa l’indagine sul primo troncone – si amplia. Con tre arresti e due divieti di dimora (ma in totale gli indagati sono sette) a persone legate al mondo dei festini della casa di Pianoro e, soprattutto, alla fornitura di cocaina che vi girava.

La nuova accusa Villa Inferno: Bacci 'fa festa' anche agli arresti domiciliari

Nel dettaglio, i carabinieri della compagnia Bologna centro, su disposizione del gip Letizio Magliaro e coordinati dal sostituto procuratore Stefano Dambruoso, questa notte hanno eseguito le cinque misure cautelari.

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Ai domiciliari è finito Gianluca Campioni, 47 anni, con le accuse di induzione alla prostituzione minorile, spaccio e produzione di materiale pedopornografico. Secondo l’accusa, Campioni sarebbe stato il “fornitore abituale” dei festini a casa del coindagato Davide Bacci. E proprio quest’ultimo lo avrebbe ripreso in un contesto hot con la minorenne da cui è partita l’inchiesta, video poi girato su varie chat Whatsapp. 

Video hot con la minorenne

Il video 'incriminato', secondo gli inquirenti, non può essere definito di natura "meramente domestica", ed inoltre "è stata pure affermata la circostanza - si legge ancora nelle carte dell'inchiesta  - di una diffusione dello stesso video, generalizzata tra i tifosi della squadra di basket Virtus, della quale gli indagati Bacci e Campioni erano sostenitori".

Domiciliari anche per Paolo Carlo Prosapio, di Casalfiumanese, accusato di spaccio a diversi frequentatori di Villa Inferno, oltre che a un’ampia pletora di clienti abituali; carcere invece per Gianni Marseglia, pugliese di 56 anni, i cui precedenti, sempre per spaccio, fanno temere una reiterazione del reato in caso di altre misure.

Infine, per due 38enni albanesi accusati di spaccio è stato disposto il divieto di dimora: avrebbero rifornito i festini di Villa Inferno personalmente o tramite i partecipanti di cocaina.

Poi, una “sorpresa”: rientrano tra gli indagati altre due figure, un uomo e una donna (quest’ultima indagata anche per spaccio, per avere ceduto droga a Bacci mentre questi era già ai domiciliari), indagati per tentata truffa: intercettati durante le indagini di Villa Inferno, si è scoperto che insieme con Campioni (accusato pure lui del medesimo reato) avrebbero tentato di ordire truffe ai danni di almeno un ristorante asiatico. Fingendo di avere contratto il Covid al suo interno e spacciandosi per sanitari dell’Ausl, infatti, avrebbero invitato la titolare ad acquistare prodotti di sanificazione dalla ditta di Campioni. Ma la vittima,  capito l’inganno, non avrebbe abboccato.